Sicurezza
In barca dalle cateratte al ponte a Castelfranco
PONTEDERA. Trentacinque anni di storia, ben diciotto titoli tra nazionali e internazionali. Qualcosa come uno ogni due anni dunque, una media di per sé già entusiasmante. Che addirittura migliora se...
PONTEDERA. Trentacinque anni di storia, ben diciotto titoli tra nazionali e internazionali. Qualcosa come uno ogni due anni dunque, una media di per sé già entusiasmante.
Che addirittura migliora se si considera che tra il 1978, anno di fondazione, e l'inizio degli anni Novanta soltanto una medaglia era arrivata a Pontedera, grazie al solito Leonardo Pettinari.
Ma non c'è solo l'altissimo livello nella vita quotidiana della Canottieri pontederese: «Alleniamo ogni giorno – spiega l'allenatore Sergio Marrucci – ben trentacinque tra bambini e ragazzi. In questa disciplina del canottagio, che è bene non confondere con la canoa, si inizia intorno ai dieci anni a disputare le prime competizioni. Prima ovviamente s’impara a nuotare e a gestire l'imbarcazione, e soprattutto a conoscere limiti e possibilità del proprio corpo. Il nostro è uno sport completo e aperto a tutti: ci sono anche otto ragazze nel nostro gruppo, tra cui la giovane promessa Sara Balderi».
L'impianto adiacente al Parco dei salici nella zona nord di Pontedera, dotato di palestra con remoergometri, sala pesi e rimessaggio imbarcazioni, funge pure da base per le uscite sull'Arno.
Dalle cateratte di Pontedera al ponte di Castelfranco, i canottieri hanno a disposizione ben dieci chilometri di percorso fluviale per allenarsi e prepararsi ai grandi eventi, oltre allo spazio pubblico del parco per la normale attività di allenamento a terra. Ma gradualmente la società sta anche portando avanti altri progetti, che mirano a coinvolgere il sistema scolastico locale.
«Dall'anno scorso – spiega lo stesso dirigente Marrucci – stiamo cercando di portare questa disciplina all'interno degli istituti scolastici più vicini. In particolare all'Iti Guglielmo Marconi e al Liceo scientifico XXV aprile abbiamo proposto una collaborazione, chiamata Remare a scuola, che ha già portato a risultati che considero interessanti. Lorenzo Bertini e Giulia Basilei si sono impegnati a reclutare giovani studenti da avvicinare al mondo del canottaggio: facciamo provare loro i remoergometri, li informiamo su caratteristiche e peculiarità della disciplina, in modo da prepararli a un'eventuale partecipazione ai campionati sportivi studenteschi».
«Per il momento – conclude – Marucci i ragazzi hanno risposto con curiosità e interesse, speriamo che sia un primo passo per far crescere la nostra attività». (n.c.)
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