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Pontedera, perché sciupi tanto?

 Pontedera, perché sciupi tanto?

Le tre sconfitte nel girone di andata sono tutte arrivate sul “terreno amico” del Mannucci

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PONTEDERA. E meno male che lo chiamano “terreno amico”. Per il Pontedera lo stadio di casa rappresenta l’esatto contrario.

Il Mannucci è diventato un vero nemico. Si parla di scaramanzia, ma anche di difficoltà oggettive. Che i granata non raccolgano quanto seminato nelle partite interne è un dato di fatto. Non una maledizione, ma comunque una scomoda realtà con cui fare i conti.

L’ultima vittoria risale all’11 novembre, contro il Borgo a Buggiano. Poi sono arrivati un pareggio e due sconfitte. Che hanno rallentato la marcia della squadra di Indiani. L’ultima sabato contro il Gavorrano. Un addio al 2012 che lascia l’amaro in bocca. Non è la prima volta che il Mannucci si rivela traditore.

I tifosi granata non avranno dimenticato la data del 22 aprile. Andava in scena Pontedera-Deruta, e per avere la certezza della promozione in Seconda divisione Lega Pro i granata dovevano vincere. Arrivò un 2-2 beffardo e inaspettato, che costrinse a rinviare la festa di tre giorni. Nei professionisti la musica non è cambiata.

«Le tre sconfitte nel girone di andata sono arrivate tutte in casa – dice il presidente Marcello Pantani – purtroppo soffriamo spesso in questa situazione. Dispiace anche perché contro il Gavorrano abbiamo perso la partita da soli. Le occasioni da gol le abbiamo avute, ma non le abbiamo realizzate». È l’aspetto più preoccupante con cui deve fare i conti il Pontedera, che non segna su azione dal 18 novembre, dal blitz di Aprilia che regalò il primato.

Il bilancio, nelle cinque giornate successive, è magro: solo 3 gol (due su punizione e uno su rigore) tutti firmati da Luigi Grassi. Le sorti granata dipendono dai suoi colpi. Mancano le reti di Fedi e Arrighini. Ma soprattutto manca una prima punta di ruolo, in grado di finalizzare a dovere il gioco. Il direttore generale Paolo Giovannini aspetterà la riapertura del mercato (3 gennaio) per battere un colpo in questa direzione. Intanto si sofferma sulla sconfitta prenatalizia e analizza il difetto principale della squadra, oltre ai troppi errori commessi in area di rigore.

«In realtà voglio sottolineare un pregio – premette – che però ha un lato negativo. Quando abbiamo raggiunto il pareggio contro il Gavorrano abbiamo ripreso a giocare come se perdessimo ancora 1-0 a 2’ dalla fine, continuando a spingere ad un ritmo altissimo. Con troppa veemenza, troppa foga, e di conseguenza troppa imprecisione nei passaggi. È un pregio perché conferma che siamo una squadra che non ha niente da perdere, che si gode il secondo posto in classifica. Una squadra di giovani che cerca sempre la vittoria a ogni costo».

Ma c’ anche il rovescio della medaglia. «In certe occasioni si può aspettare, rallentare la manovra e cercare di colpire con calma. Se poi non ci si riesce pazienza. Un pareggio non è certo una tragedia».

Critiche spiegate a fin di bene a una squadra piena di giovani. Un po’ come la professoressa che rimprovera l’alunno perché nota che ha le capacità per fare ancora meglio. In questo senso non si può non essere soddisfatti del bilancio di fine anno. Il secondo posto è tutt’oggi incredibile, se si pensa agli obiettivi fissati a luglio. Ma con i punti persi al Mannucci, il Pontedera poteva chiudere davanti a tutti.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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