Il Camaiore sulla strada del Forcoli che non vuole lasciare più punti
FORCOLI. Ultima gara prima del giro di boa per il Forcoli e tante assenze per il tecnico Stefano Brondi per la partita col Camaiore dice: «Il mio ultimo pensiero è quello di non vincere questo...
FORCOLI. Ultima gara prima del giro di boa per il Forcoli e tante assenze per il tecnico Stefano Brondi per la partita col Camaiore dice: «Il mio ultimo pensiero è quello di non vincere questo incontro perché abbiamo assenze. Anzi, credo sia una grossa opportunità per chi è rimasto e per dimostrare che le scelte della società sono giuste».
Parole di grande sprone per Campus, centravanti dalle spalle larghe chiamato a rimpiazzare i tre attaccanti sulla carta titolari. Fiorentini ancora fermo per lo stiramento, Mordagà squalificato per l'espulsione di domenica scorsa e Hemmy con un problema muscolare avvertito nell'incontro vinto sul terreno del Mezzolara.
Assenze rilevanti che obbligheranno Brondi a stravolgere la squadra, complice la squalifica di Mattia Brondi, espulso anche lui col Mezzolara e l'assenza di Scannadinari per un dolore a un ginocchio. Così, Bonsignori rientrerà e giocherà a fianco di Giglioli in mezzo alla mediana, con Stefanini e Petri esterni. In difesa Tamberi, Cannarsa e Carani, mentre in porta ci sarà di nuovo Scaramuscio, giovane in quota schierato per l'assenza di Fiorentini, ma che si sta ben comportando ogni volta che viene chiamato in causa.
Forcoli con un attacco inedito: il già citato Campus al centro, Lelli a sinistra e Michael Brondi a destra. Un 3-4-3 che, secondo l'allenatore «dovrà continuare a sfruttare le fasce», perché gli amaranto sono «una squadra forte sugli esterni e che deve cercare l'ampiezza del campo e non regolarmente la sua profondità con palle da dietro per gli attaccanti». Anche se, a Capannoli, il terreno in non buone condizioni rende più difficile il giropalla a terra su cui il tecnico sta lavorando.
«Abbiamo provato qualche soluzione alternativa – dice – perché in casa non è possibile cercare il fraseggio prolungato, ma probabilmente serve qualche passaggio a scavalcare il centrocampo, senza snaturare le caratteristiche che la squadra comincia ad assimilare».
Andreas Quirici
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