Sicurezza
«Il mio Forcoli sarà più offensivo»
Le prossime due gare saranno essenziali per operare sul mercato
FORCOLI. «Il mio calcio è offensivo e non cambierà certo ora che alleno il Forcoli». Così Stefano Brondi alla sua prima intervista da tecnico della squadra amaranto direttamente sul campo, durante una breve pausa dell'allenamento.
Cappellino in testa e grande voglia di far bene dopo l'esonero di Matteo Rossi e la chiamata per guidare una squadra in seria difficoltà di risultati. Le sue prossime due settimane saranno cruciali, come ammette lui stesso: «Mancano due partite al mercato di dicembre e ci serviranno per fare le valutazioni su cosa abbiamo e cosa ci manca. Di sicuro questa squadra ha tanti giocatori che sfruttano la corsa: ci manca qualità per sfruttarla».
Intanto, si allenano col gruppo due giocatori nuovi. Si tratta di Lorenzo Tamberi, difensore centrale e Massimiliano Giglioli centrocampista ed ex del Forcoli, entrambi dal Rosignano Sei Rose e faranno parte del nuovo corso amaranto da dicembre. Per ora non si parla di cambi in attacco, anche se è inevitabile che qualche variante sarà apportata a un reparto che ha sciupato troppo finora.
Brondi, intanto, medita: «Matteo Rossi ha lavorato bene col materiale che aveva a disposizione – dice il neo allenatore del Forcoli – interpretando molto bene la fase difensiva. Però questa squadra deve acquisire una mentalità propositiva, deve saper stare in campo e giocare con coraggio. Che è la componente che finora è mancata». Stefano Brondi ha visto e vissuto le gare fin qui disputate dalla squadra. È stato direttore tecnico del settore giovanile fino a lunedì. Era arrivato a Forcoli con l'intenzione di prendersi un anno di stop dopo tante panchine. «Volevo lavorare con i ragazzini, confrontarmi con gli allenatori di settore giovanile – racconta –. Invece sono di nuovo qui, ma dopo averci pensato a fondo. E di sicuro non cambierò mentalità a Forcoli. Certo, fra quello che uno pensa e ciò che la squadra riesce a fare sul campo c'è differenza. Ma i miei giocatori sono sempre scesi in campo pensando di poter vincere o perdere. Mai di pareggiare».
Andreas Quirici
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