La protesta
La Pediatrica sperava di tornare col colpaccio troppo titubante a muro e non incisiva al servizio
CASCIAVOLA. «È innegabile che alla vigilia della gara speravamo di tornare da Cagliari con quel minimo di punti che avrebbe consentito di smuovere la classifica. Purtroppo la realtà è stata ben...
CASCIAVOLA. «È innegabile che alla vigilia della gara speravamo di tornare da Cagliari con quel minimo di punti che avrebbe consentito di smuovere la classifica. Purtroppo la realtà è stata ben diversa e il viaggio di ritorno è stato a mani vuote». Così dalla Pediatrica raccontano la sfida con Alfieri persa per 3-1.
«La speranza di far bene – spiegano dalla dirigenza – era alimentata dai risultati ottenuti e dalle prestazioni fornite nei due precedenti turni di campionato che avevano fruttato 6 preziosissimi punti. La squadra non ha saputo ripetersi su quei livelli e non certo perché abbia sottovaluto l’avversario. Non è riuscita a confermarsi nelle ottime percentuali in ricezione ed attacco del match di San Michele ma è stata titubante a muro, poco incisiva in battuta e non ha saputo gestire e sfruttare al meglio il cambio-palla. Una caratteristica delle formazioni più giovani e meno esperte è la discontinuità di rendimento. Un handicap questo con cui devi sempre fare i conti e spesso pagare pegno a caro prezzo».
Ma, a onor del vero, al di là della rete c’era anche un grande Cagliari. A cui vanno riconosciuti, secondo i casciavolini, i giusti meriti.
«Prima di tutto – continuano dalla dirigenza – quello di aver messo in luce le proprie potenzialità tecniche e tattiche e quello di essere sceso sul parquet fortemente animato dalla voglia e la determinazione di cancellare quello zero nelle caselle delle vittorie, capace pure di non farsi mai prendere dalla frenesia rimanendo ben lucido per tutto l´arco dell´incontro».
E i numeri gli danno ragione. Sono 16 gli errori gratuiti commessi dalle padrone di casa contro i 28 delle pisane. (p.s.)
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