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Dall’austerity del ’73 alle imprese di Tafi

Dall’austerity del ’73 alle imprese di Tafi

In sala anche Gianbattista Baronchelli, Bitossi, Francioni, Poggiali, Chioccioli e Simonetti

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PECCIOLI. Il professor Fabrizio Franceschini dell’Università di Pisa ha ricordato il contesto storico dell’inverno 1973, quando gli italiani, complice l’austerity, ebbero modo di riavvicinarsi alla bicicletta e a tutti i mezzi di locomozione alternativi a a causa del blocco forzato delle automobili nei giorni festivi.

Gianbattista Baronchelli ha ricordato il suo primo Giro d’Italia (primavera 1974) quando andò vicino a rubare il sogno rosa a Eddy Merckx, arrivando a Milano a soli 12 secondi dal “Cannibale”. È poi la vittoria di Baronchelli nella Coppa Sabatini nell’agosto 1980, poche settimane prima del mondiale di Sallanches che lo vide grande protagonista insieme al vincitore Bernard Hinault.

I professori Andrea Addobbati e Giuseppe Lo Castro hanno ricordato il 1968. E poi i Giochi Olimpici in Messico dove Mauro Simonetti vinse la medaglia di bronzo del quartetto della 100 km. Poi s’impose a Peccioli nel 1973 (anche in quella circostanza Alfredo Martini in ammiraglia).

Il 1968 fu particolarmente proficuo per Franco Bitossi che nell’autunno ottenne a Peccioli la sua seconda vittoria. Dopo che due mesi prima fu capace – grazie anche a due vittorie di tappa – di conquistare la classifica a punti al Tour de France. Il mitico “Cuore matto” ha sottolineato come quell’anno, il suo cuore smise o rallentò moltissimo le sue “bizze”. Una tachicardia del tutto anomala che ha condizionato i primi anni della sua carriera.

Il “gladiatore” Andrea Tafi, primo sul traguardo di Peccioli nel 1997, votato più per gare quali Roubaix, Fiandre o Parigi-Bruxelles, ha scritto pagine indimenticabili in sella e che onora col suo nome l’albo d’oro della Coppa Sabatini. Una classica con i suoi 60 anni di storia, che ha visto anche i successi di Roberto Poggiali e di Vilmo Francioni. Entrambi presenti nell’auditorium a rievocare le loro vittorie, rispettivamente negli anni 1971 e 1973.

I tanti amarcord si sono poi conclusi con Franco Chioccioli che nel magico 1991, dopo aver vinto il Giro d’Italia con le imprese dell’Aprica e del Pordoi, seppe ritagliarsi la soddisfazione di sfrecciare per primo a Peccioli, ottimamente pilotato da Franco Ballerini che sulla collina della Valdera seppe un brillante 3° posto. (p.fa.)

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