Italia
Al Casciana Pelli dicono no anche i legni delle porte
Il tecnico Malasoma invoca la fortuna: «All’88’ noi si fa un palo e la palla esce la Larcianese due minuti dopo colpisce la traversa e sul rimbalzo arriva il gol»
CASCIANA TERME. «Non ero emozionato per il ritorno in panchina, non ho mai staccato la testa dalla squadra del Casciana Pelli, ero concentrato sulla partita, sul campo della Larcianese siamo andati in vantaggio per primi», commenta l’allenatore Lido Malasoma, troppo presto esonerato e poi richiamato come salvatore. Ed era quasi riuscito a guadagnare il primo pari.
«Non si può dar sempre colpa alla sfortuna, ma stavolta sì – aggiunge –. All’88’, in parità, abbiamo preso il palo con Fargione e poi il pallone è uscito. Al 90’ i viola hanno preso la traversa con Citera, e la sfera è entrata. Episodi diversi, che hanno fatto la differenza».
Come dargli torto? Tanto più che i blaugrana erano in inferiorità numerica dal primo tempo per l’espulsione di Meini. «Il divario non s’è visto, e questo è l’aspetto che conta e ci fa ben sperare per salvarsi».
In campo Cedri e Paoli, che finora avevano giocato meno; nel finale anche Ghepardi, che è di Casciana. Motivazioni che dovrebbero fruttare. «Le squadra sulla seconda metà della classifica sono rimaste tutte lì, un punto ci avrebbe fatto comodo. Ma guardiamo avanti: abbiamo tre partite casalinghe, prima della fine del girone d’andata, e dobbiamo vincerle. Cominciando da domenica col Pietrasanta. E trovare almeno un punto fuori casa, magari a Castelfiorentino. Questa è la tabella di marcia, per risalire. Poi valuteremo gli eventuali rinforzi, ma ho fiducia in questo gruppo. Che ha margini di crescita, e che sarà rodato per il girone di ritorno».
Insomma anche i dirigenti, oltre agli sportivi, devono aver fiducia negli attuali blaugrana. Il trainer Lido Malasoma, che non è l’ultimo arrivato, crede nella salvezza. (l.g.)
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