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L’esonerato tecnico Malasoma si toglie i sassolini dalle scarpe

L’esonerato tecnico Malasoma si toglie i sassolini dalle scarpe

CASCIANA TERME. “Ma allora non era colpa tua” dicono gli sportivi blaugrana a mister Lido Malasoma. E l’ex allenatore del Casciana Pelli, la cui panchina è stata la prima a saltare in questa...

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CASCIANA TERME. “Ma allora non era colpa tua” dicono gli sportivi blaugrana a mister Lido Malasoma. E l’ex allenatore del Casciana Pelli, la cui panchina è stata la prima a saltare in questa stagione, al terzo turno dopo la sventurata trasferta sul campo della Fortis Lucchese (5-0, una batosta), ora si sfoga: «Non mi è stato dato né il tempo né il modo di lavorare come avevamo programmato d’accordo con la società. La squadra è giovane e rinnovata, bastava stare a contatto con le dirette concorrenti alla salvezza, cioè Albinia, Castelfranco, Cascina, e nel frattempo individuare i rinforzi per dicembre. C’è stata fretta di cambiare, ma mi sembra che a parte una partita vinta nel derby con il Cascina, altro non si sia visto».

Qualche rinforzo, intanto è arrivato. «Avrei voluto averlo anch’io Boldarin in campo, tanto per dire. Ma soprattutto il fatto è che imposto una preparazione che poi dà il meglio nel girone di ritorno, come accaduto a Castelfranco, Fucecchio, e Peccioli. Dunque non c’era motivo di cacciarmi dopo così poco tempo, essendo anche partiti in ritardo rispetto ad altre squadre dell’Eccellenza. Ora dovrebbe esserci modo di esprimere più forza, e invece domenica scorsa anche in undici contro dieci è stata un’altra sconfitta. 5 sconfitte in 6 partite non possono essere imputate all’allenatore. Il presidente Antonio Passerai queste cose le sa, ma pretendeva risultati immediati. Occorreva tranquillità, anziché pressione sulla squadra».

Cos’altro non ha funzionato? «Gli sportivi avevano voglia di riscossa. Ma il più impaziente è stato proprio Passerai, vuole tutto e subito ma la squadra non è pronta, gliel’avevo fatto presente sia a lui che al vice Francesco Intravaglia. Quest’ultimo aveva capito, Passerai no. Qui non siamo a Ponsacco, dove però la squadra veniva costruita forte. A Casciana non è stato così, e nel calcio le bugie hanno le gambe corte. Avevamo margini di crescita, dopo qualche ritocco con calciatori da categoria. È questo che mi fa rabbia, non ho potuto dare continuità al lavoro che avevo avviato. Credo in quel che faccio, perché so per esperienza quel che dà alla fine. Vivo di calcio, il mio rammarico è grande».

E Malasoma ricorda i suoi collaboratori: «Oltre allo staff, ringrazio Carlo Collaveri, Vincenzo Mundo, Angelo Ciurli, Stefano Carrai». (l.g.)

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di Redazione web