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La grande esperienza di Brondi per portare al top il settore giovanile

La grande esperienza di Brondi per portare al top il settore giovanile

FORCOLI. Il settore giovanile amaranto si dota di un direttore tecnico che avrà il ruolo di coordinare il lavoro degli allenatori e di provare a dare un’unica identità calcistica all’intero...

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FORCOLI. Il settore giovanile amaranto si dota di un direttore tecnico che avrà il ruolo di coordinare il lavoro degli allenatori e di provare a dare un’unica identità calcistica all’intero movimento.

Si tratta di Stefano Brondi, ex allenatore dell’Armando Picchi, del Cecina e del Rosignano che si avvicina a questo nuovo ruolo con curiosità, ma anche «grande entusiasmo, visto che avevo bisogno di nuovi stimoli e che, negli ultimi anni, non ero riuscito a trovare dirigenti di società pronti a dare continuità a un progetto».

Brondi pronuncia subito la parola magica. «Dobbiamo guardare al futuro – spiega – e soltanto investendo sui giovani si può riuscire a far durare il mondo del calcio. Forcoli sta provando a fare proprio questo e io sono felice di farne parte».

L’ex tecnico ha seguito Marcello Puccini, entrato nella dirigenza amaranto pochi mesi fa. «Abbiamo la stessa visione del calcio – sottolinea Brondi – e di lui mi fido ciecamente. Lo paragono a Paolo Mantovani, il presidente della Sampdoria del mio primo anno in serie B con la maglia blucerchiata. Era anche il suo esordio alla guida di un club come quello genovese e già parlava di Coppa dei Campioni. La maggior parte pensava che delirasse. Ma alla fine c’è riuscito, perdendo la finale, ma coronando un sogno e un progetto nato tanti anni prima».

E allora, se bisogna pensare in grande, Brondi tira in ballo settori giovanili importanti. «L’Ajax ha rifornito di campioni per anni le squadre di tutta Europa – sottolinea – il Barcellona sta investendo molto a livello di settore giovanile, raccogliendone i frutti in prima persona. È chiaro che quelli sono esempi al top del calcio mondiale. Ma per il Forcoli l’obiettivo dev’essere quello di avere cinque o sei giocatori in prima squadra fra tre anni, creando un’identità calcistica comune a tutte le squadre che compongono la società».

Brondi lavorerà sul settore giovanile, incentrandosi sui Giovanissimi e sugli Allievi. «Credo che si tratti di squadre in cui l’età dei ragazzi è la più delicata – dice ancora – ma su cui è possibile effettuare operazioni mirate per la loro crescita. Il nostro sarà uno scopo essenzialmente sociale, ma anche con un obiettivo agonistico che prevedrà il miglioramento dei giovani giocatori a livello tecnico e di conseguenza lo sviluppo dell’intero movimento amaranto».

Andreas Quirici

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