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Ponsacco, via il mistero sul nuovo sponsor

Ponsacco, via il mistero sul nuovo sponsor

PONSACCO. È finalmente uscito allo scoperto il “misterioso” sponsor del Ponsacco calcio che aveva tanto fatto parlare di sé nelle settimane scorse. Si tratta di Massimo Donati, noto imprenditore...

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PONSACCO. È finalmente uscito allo scoperto il “misterioso” sponsor del Ponsacco calcio che aveva tanto fatto parlare di sé nelle settimane scorse. Si tratta di Massimo Donati, noto imprenditore toscano nel settore dei laterizi, che ha deciso di appoggiare – per ora soltanto da esterno – il progetto del new deal del calcio ponsacchino nato dall’unione fra Ponsacco e Le Melorie.

Nel ruolo di mediatore hanno giocato l’amministrazione comunale e il primo cittadino, Alessandro Cicarelli. «Conoscevamo Donati anche in precedenza – entra nel merito il sindaco - e già c’era fra noi un rapporto di stima reciproca, amicizia e collaborazione. Poi però la bella ripartenza del Ponsacco ha creato le premesse per una concretizzazione, che di fatto è avvenuta. Il che non è certo banale: in un momento di crisi come quello attuale, avere una sponsorizzazione così è significativo. E non può che farmi piacere».

Del resto, come ricorda lo stesso numero uno del Ponsacco, Filippo Ferretti, «la sua fama lo precede. È stato uno dei pilastri fondamentali del Pisa di Covarelli, e non possiamo dimenticare il suo ruolo nel Pisa Sporting club. Già da diversi mesi, seppur in maniera abbastanza nascosta, sono in corso le trattative. Gli abbiamo proposto il progetto; la piazza importante, quella ponsacchina, lui la conosceva già assai bene. Il blasone c’è, e la storia calcistica pure. Siamo davvero onorati della sua preferenza, anche perché gli sarebbe stato sicuramente più facile entrare in altri scenari».

«Ora – prosegue Ferretti – con Donati alle nostre spalle, ci sentiamo davvero più forti e competitivi: se il buon giorno si vede dal mattino, sarà proprio un’ottima giornata».

Lo stesso Donati plaude alla riorganizzazione positiva del Ponsacco dopo il passato dall’amaro in bocca. «Ho preso visione del progetto, e l’ho approvato. Anche se dobbiamo fissare alcuni dettagli, posso dire di essere ampiamente soddisfatto. Sicuramente il modello a cui ispirarci – e lo stiamo facendo - è quello del Pontedera, dove c’è grande concertazione fra istituzione comunale e la stessa società calcistica».

Jacopo Paganelli

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