La manifestazione
«Voglio una squadra rinnovata»
Prima intervista di Matteo Rossi nelle vesti di nuovo allenatore del Forcoli
FORCOLI. «Sono felicissimo. Per me è una grande sfida».
Matteo Rossi è raggiante. Da pochi giorni è il nuovo allenatore del Forcoli. Una panchina ambita per il prestigio della categoria in cui milita. Ma anche per via della rinascita annunciata di una società che si sta muovendo per rigenerarsi dopo la crisi della scorsa annata, culminata con una salvezza davvero difficile. E proprio i tanti cambiamenti che si annunciano in rosa saranno, secondo Rossi, lo scoglio più difficile da superare. «Sarà una squadra molto rinnovata – spiega l’ex tecnico della Pecciolese – e l’impatto con il gruppo, ma anche con la categoria, sarà l’ostacolo maggiore da affrontare. Credo che, rispetto alla stagione passata, rimarranno pochi giocatori. Ma stiamo lavorando per allestire una squadra all’altezza della situazione».
Tre anni a Peccioli con risultati di rilievo sono il suo biglietto da visita per presentarsi in una piazza da sempre molto affezionata ai colori amaranto. Matteo Rossi è un uomo della Valdera. Storica la sua militanza nel Pontedera, in una fascia destra agli ordini di Francesco D’Arrigo che fu in grado di battere la Nazionale di Arrigo Sacchi nella famosa amichevole di Coverciano prima dei Mondiali negli Stati Uniti nel 1994. Quello, però, è il passato. Il nuovo allenatore del Forcoli pensa, invece, al futuro e immagina una squadra composta da sei o sette “vecchi” e il resto da giovani provenienti dalla rosa dell’anno scorso, ma anche dai settori giovanili di società professionistiche toscane e, perché no, anche dal vivaio amaranto.
«Credo che la strategia comune un po’ a tutte le società sia quella di utilizzare i giovani – ammette Rossi – e quindi ci sarà concorrenza per assicurarsi i migliori. La dirigenza, però, ha ottime credenziali nel calcio toscano e una rete di contatti che mi fanno ben sperare. Del resto, siamo tutti consapevoli che la serie D è un campionato molto difficile, con squadre forti e al tempo stesso con grande tradizione. Magari il livello tecnico è un po’ calato negli ultimi anni, ma avendo visto dal vivo numerose gare di questa categoria posso tranquillamente affermare che si tratta di un torneo molto equilibrato e con pochissimi margini di errore. Si fa presto a incappare in passi falsi e ritrovarsi nella parte bassa della classifica a lottare per salvarsi».
Proprio la permanenza nella massima serie del calcio dilettantistico sarà l’obiettivo della prossima stagione forcolese.
«Salvarci in maniera tranquilla – dice – per provare anche a valorizzare i giovani che avremo a disposizione. Questo sarà lo scopo del nostro campionato».
(a.q.)
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