Il Tirreno

Pontedera

Umberto Orsini, un uomo solo al comando

Umberto Orsini, un uomo solo al comando

Il neo campione italiano juniores tiene alta la bandiera della famiglia: è nipote dell’ex tricolore Andrea Tafi

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. «Ho una buona media. A scuola sono stato promosso in quinta ragioneria e ai campionati italiani juniores ho staccato tutti e vinto la maglia tricolore», ci scherza su, Umberto Orsini, complimentato in città per il momento magico. Ovviamente, tiene banco il risultato sportivo. È nipote di Andrea Tafi, che indossò la maglia tricolore da professionista. Dunque Orsini è arrivato a un grande traguardo prima ancora, in termini di età. Ma con gli insegnamenti degli zii, Andrea, team manager della Monsummanese, e anche Guido Tafi nello staff tecnico. Il successo è arrivato a Sant’Orsola Terme, presso Trento, dove sono in corsa i campionati italiani di ciclismo. Il primo a darne notizia a Santa Croce e Fucecchio è stato proprio Guido Tafi, sostenitore entusiasta, mentre dopo la premiazione il vincitore era impegnato nei controlli antidoping obbligatori. Gongola anche il direttore sportivo della squadra termale, Alessio Giusfredi: «Abbiamo vinto il titolo toscano con l’empolese Matteo Natali e anche quello sardo con Emanuele Murtas; ora quello italiano con Umberto Orsini».

Un tifoso interrompe che dopo tre, il quarto vien da sé, auspicio per i mondiali in Danimarca a metà settembre prossimo. Poi si torna alla gara: «È stata una prova di forza, quella di Umberto – aggiunge –. Ci ha provato anche da lontano, a metà gara insieme ad altri due, ma a 25 chilometri dal traguardo è stato ripreso insieme agli altri fuggitivi. L’ultima salita ha fatto selezione e Umberto ci contava. Lo temevano, per questo nei quattro chilometri finali il veneto Borso, che conosceva il tracciato, è scattato accumulando 9 secondi di vantaggio. Ma a 3 chilometri dal traguardo Umberto ha attaccato, ha ripreso Borso, l’ha stracciato ed è arrivato da solo allo striscione del traguardo, a braccia alzate».

Vince sempre per distacco, Orsini, essendo un passista scalatore e non un velocista. Una corsa all’attacco, perché voleva la maglia tricolore. «È una vittoria che conta – riprende il giovane campione – perché in gara c’erano, selezionati, i migliori di tutte le regioni. Ma dalla mia parte avevo una salita da scalare 4 volte e nella giornata calda ero sicuro che avrebbe fatto selezione e differenza». In effetti, quando è scattato, l’ha fatto per andare a vincere. Era scatenato, con un allungo fantastico, una pedalata sicura, e negli ultimi chilometri tutti in salita ha sbaragliato gli avversari. «Che temevano questa salita nelle proprie gambe – raccontano gli sportivi toscani che si trovano in Valsugana per la “Settimana tricolore”, che si concluderà domenica prossima – invece Orsini sembrava Coppi, un uomo solo al comando». Soddisfatti anche il tecnico regionale Enzo Megli e lo sponsor Pitti Shoes, Giampiero Ferri, che sta rinverdendo le grandi soddisfazioni con il Gs Quattro Strade.

Luciano Gianfranceschi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze