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Il Tuttocuoio ora è all’ultimo respiro Dolfi amareggiato

Il Tuttocuoio ora è all’ultimo respiro Dolfi amareggiato

«Non basta più l’aiuto dei singoli cittadini» dice il presidente Nella prossima settimana la società nelle mani del sindaco

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PONTE A EGOLA. Si affievoliscono giorno dopo giorno, le speranze di salvare il calcio a Ponte a Egola. Le strade alternative alla scomparsa del Tuttocuoio, appaiono sempre meno percorribili.

E con il presidente dimissionario Andrea Dolfi facciamo il punto della situazione: «Ci siamo trovati con tutto il consiglio. Renato Tacconi ha dato ufficialmente le dimissioni e ora siamo in tre: abbiamo nuovamente chiesto aiuto alle istituzioni, ma il Comune, attraverso l'assessore David Spalletti ci ha confermato che più di 5.000 euro non può dare. Ci stanno aiutando solo gli sportivi, o piccole attività che ringrazio. Ma la cifra che si raccoglie è troppo esigua».

Ponte a Egola non sta rispondendo e il presidente Dolfi è «molto deluso di questa indifferenza. Ci troveremo – dice – nuovamente lunedì e se non cambia nulla rimettiamo la società nelle mani del sindaco. Non possiamo sempre metterci i soldi noi».

Venderete il titolo per raggranellare qualche somma da mettere in una società nuova? «Ci abbiamo riflettuto a lungo ma abbiamo deciso di non farlo, non sarebbe giusto nei confronti di coloro che si stanno dando da fare per salvare la società. Esiste dal 1957 e deve rimanere con questo nome. È un peccato ma sembra proprio che sia tutto finito».

Una soluzione potrebbe essere la fusione: si era parlato di Pisa Sc. «Per unirci con altre società bisogna cambiare nome, e questo non lo faremo. Ripeto: se venissero persone a rilevare la società bene, ma il nome deve restare Tuttocuoio».

A questo punto la settimana prossima potrebbe essere quella decisiva per ufficializzare la fumata nera, ovvero passare tutto nelle mani dell'amministrazione comunale, ma tutto lascia presagire che il sodalizio neroverde possa ripartire dalla 3ª categoria. Però a questo punto non è scontato che si possa continuare a fare calcio, perché anche per fare quella categoria ci vorrà qualche volenteroso che voglia far rianimare il calcio pontaegolese. Ed evitare che il glorioso Leporaia, dopo aver ospitato in questi due anni squadre come Pontedera, Pistoiese, Forlì, Ravenna solo per citarle alcune la domenica pomeriggio, sia desolatamente deserto. Sembra proprio che il sodalizio neroverde in due mesi passi dall’apice della propria storia, alla pagina più nera e dolorosa.

Stefano Scarpetti

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