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Pontedera

parla umberto aringhieri

PONTEDERA. «Sarei rimasto davvero volentieri, ma non a queste condizioni». Umberto Aringhieri poteva entrare tra i professionisti dalla porta principale, rimanendo a Pontedera nelle vesti di...

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PONTEDERA. «Sarei rimasto davvero volentieri, ma non a queste condizioni». Umberto Aringhieri poteva entrare tra i professionisti dalla porta principale, rimanendo a Pontedera nelle vesti di dirigente. Ma dopo il primo incontro con il direttore generale Paolo Giovannini ha deciso di non proseguire: «La società gli ha dato pieni poteri. Come è noto tocca a lui scegliere l’allenatore, che come si è detto da subito è Indiani, e i giocatori per la prossima stagione. Alla luce di questo, non aveva senso che rimanessi.Con la scelta di affidare a Giovannini la gestione tecnica, di fatto sono stato estromesso».

Parole che lasciano intendere tutta la sua delusione. Ma il diesse non vuol mettere in secondo piano la sua amarezza: «Più di così cosa potevo fare? Abbiamo dominato il campionato con giocatori che, secondo me, erano pronti anche per il salto di categoria».

Invece la società ha fatto la sua scelta, e per Aringhieri è arrivato il momento di salutare i granata: «Che comunque rimarranno sempre nel mio cuore – precisa – magari a Pontedera tornerò da avversario, ma mai da nemico». Per lui sono stati due anni davvero intensi. Il primo direttore sportivo della rinascita calcistica del club ha centrato il secondo posto l’anno scorso, e ha stravinto nella stagione successiva. Ora si trova a salutare le persone con cui ha condiviso tutto in questo biennio, e non senza polemica: «Ringrazio quei, e ribadisco, solo quei soci che hanno creduto in me e Marco Masi e nel nostro progetto. Soprattutto i due presidenti Maurizio Casalini e Tiziano Orsini. A loro non piace apparire, ma hanno avuto un ruolo fondamentale nella rinascita del Pontedera. Ci hanno messo la faccia e hanno radunato giocatori e tecnici per iniziare un percorso che ci ha portato in alto. Per questo c’è da ringraziare anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Simone Millozzi e l’assessore allo Sport Matteo Franconi, e infine i tifosi. Quelli della tribuna, sempre presenti anche agli allenamenti, e quelli della gradinata, che non ci hanno mai lasciato soli neanche in trasferta».

Ora guarda al futuro, e le voci sulla destinazione di Aringhieri parlano di un suo arrivo proprio sulla poltrona lasciata vacante da Giovannini: «In molti mi accostano alla Pistoiese, ma io non ho ricevuto nessuna chiamata. Per me sarebbe una soluzione gradita, ma la piazza ideale per me sarebbe stata Pontedera».(l.l.)

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