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La Barty fa scintille anche a S. Croce

La Barty fa scintille anche a S. Croce

SANTA CROCE. La ragazzina prodigio che ha vinto Wimbledon a soli 15 anni, già sfodera un servizio e un back da professionista. Ma non solo. È una donna matura in possesso di una straordinaria...

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SANTA CROCE. La ragazzina prodigio che ha vinto Wimbledon a soli 15 anni, già sfodera un servizio e un back da professionista. Ma non solo. È una donna matura in possesso di una straordinaria personalità: inflessibile nel rimandare di un giorno l’intervista (“non today, please”), ma anche di raccontarsi poi per la prima volta all’Italia senza cadere nelle risposte banali di una qualsiasi teenager.

  E forse sta proprio qui sta il segreto di Aslieght Barty (nella foto), australiana di Ipswich, classe 1996, n° 3 al mondo tra le Junior e già 327 del ranking professionistico: l’aver compreso che per sopravvivere nel mondo del tennis, per farsi strada tra una concorrenza sempre più aggressiva e geograficamente complicata, oltre alle doti tecniche servono umiltà e determinazione caratteriale.

Dopo il successo sulla russa Mayya Katsitadze (6-1, 6-3), che le è valso un comodo approdo ai quarti, Aslieght Barty sembra sempre più la favorita per il titolo ai 34° Internazionali juniores di Santa Croce, che ha tenuto a battesimo il suo primo (e forse unico) torneo juniores del 2012, visto che la talentuosa australiana non giocherà Milano Bonfiglio e riceverà una wild per il tabellone principale del Roland Garros, quello delle grandi.

Nella parte bassa del tabellone femminile, continua a macinare gioco e risultati la n.2 paraguaiana Monserrat Gonzalez (6-0, 6-1 sull’altra promessa australiana, Naiktha Bains), raggiunge i quarti anche la russa Daria Salnikova (6-2, 6-0 sulla slovacca  Petra Uberalova).

  Nel maschile, nella giornata che ha visto l’uscita di scena del favorito giapponese Kaichi Uchida (7-5, 4-6, 7-6, tiebreak a 11) per mano del sudafricano Wayne Montgomery, l’Italia festeggia i quarti raggiunti dal ravennate Pietro Licciardi (7-5, 6-2 sul cileno Guillermo Nunez), che rimane l’unico nostro sopravvissuto (dei 28 azzurri al via del main draw). Niente da fare per il poggibonsese Christian Perinti, che per il secondo anno consecutivo e – fatto curioso - giocando sulla stesso campo, si è inchinato al potente russo Evgeny Karlovskiy (6-3, 6-4).

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