Sicurezza
Djordje, tale e quale al fratello “Nole”
Il più piccolo dei Djokovic ha esordito ieri (ma si è infortunato) agli Internazionali di tennis Juniores di Santa Croce
SANTA CROCE. Il fratellino del tennista più famoso del momento non sembra tradire il nome della famiglia Djokovic. Il giovane Djordje, classe 1995, è anch’egli un concentrato di ottimismo e di espressioni solari. Proprio come Novak “Nole”, da 10 mesi incontrastato dominatore del circuito ATP: stesso taglio di capelli, stessa contagiosa simpatia. E, stando al giudizio dei talent scout del tennis, stessa predisposizione al successo.
Djordje Djokovic ha esordito ieri nel suo primo torneo italiano ITF, i 34esimi internazionali Juniores di Santa Croce, primo vero appuntamento della stagione sull’argilla per i rappresentanti di 50 Paesi e anteprima gustosa delle tappe di Milano Bonfiglio e Roland Garros Parigi.
Djordje è nel tabellone principale grazie a una wild card concessa dagli organizzatori e con la responsabilità di onorare un cognome importante. «Essere il fratello di “Nole” ha lati positivi e negativi – dice –. Ti accorgi che tutti ti guardano e parlano di te, ma senti anche la pressione e gli occhi puntati. Insomma, non puoi deludere, perché devi sempre dimostrare di essere un Djokovic». Ovviamente, il giudizio sul fratello maggiore che incanta il mondo per il suo tennis naturale e per la sua semplicità, non può che essere positivo. «Nole è unico: è un mix di forza mentale e tecnica, la dimostrazione che nel tennis per arrivare lassù in cima devi allenarti tantissimo ma anche rimanere te stesso, senza prenderti troppo sul serio. Di mio fratello ho alcuni ricordi da piccolo, a lui piaceva sempre scherzare e giocare con me e l’altro nostro fratello Marko. È stato per tutti un vero esempio. Ora ci vediamo poco, lui vive a Montecarlo, io tra Belgrado e Praga. Ma quando siamo liberi, ci troviamo a giocare a golf. È stato ‘Nole’ a convincermi ad avvicinarmi a questo sport».
Dopo due giorni dedicati alle qualificazioni, ieri sono partiti i tabelloni principali dei 34° Torneo Internazionale di Santa Croce, con la 16enne australiana Asleight Barty (campionessa di Wimbledon junior 2011) e il 17enne giapponese Kaichi Uchida favoriti. Ma anche lo statunitense di origini asiatiche Thai-Son Kwiatkowski, classe 1995, uno dei giovani più interessanti del panorama mondiale.
L’Italia, che insegue un successo a Santa Croce dal 2007 (vittoria di Matteo Trevisan), e addirittura dal 1989 nel femminile (Gabriella Boschiero) non presenta i suoi ‘gioiellini’ Quinzi e Napolitano. Ko anche Donati per guai fisici, a tenere vive le speranze azzurre i due senesi Cristian Perinti e Federico Maccari.
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