Sicurezza
La salvezza merito di tutti: staff, squadra e paese
FORCOLI. Bandierine amaranto in paese fatte da uno sportivo. E una maglietta celebrativa per la salvezza realizzata dai giocatori con scritto: «Siamo Duri a morire», con la “d” volutamente...
FORCOLI. Bandierine amaranto in paese fatte da uno sportivo. E una maglietta celebrativa per la salvezza realizzata dai giocatori con scritto: «Siamo Duri a morire», con la “d” volutamente maiuscola, segno inequivocabile della permanenza conquistata dalla squadra di Marco Brachi in quella che è considerata la serie A per un paese di 2mila abitanti come Forcoli.
Due segnali di una festa irrefrenabile, che ha tenuto i giocatori due ore negli spogliatoi a cantare e ballare dopo l'1-0 in trasferta alla Bagnolese. E proprio tifosi, dirigenza, squadra e staff tecnico sono i personaggi della settimana.
Tutti uniti attorno a quel sogno che fino a pochi mesi fa era considerato impossibile. I giocatori senza rimborsi, la dirigenza doveva pagare fornitori, ma anche le bollette dopo l'arresto di Walter Tommasi, ex presidente, divenuto consigliere, ma comunque unico finanziatore della società che aveva aperto una crisi per molti impossibile da sanare.
Primo dubbio: ce la farà la squadra a rimanere in serie D? Domenica, il gol di Vanni ha sancito la salvezza senza ricorrere ai playout. Una gara condotta con la voglia di vincere per togliersi ogni dubbio, costruita con allenamenti al Brunner senza ricevere rimborsi, ma con l'obiettivo di dimostrare a tutti che il gruppo non era da retrocessione. «È stato incredibile – spiega il direttore generale Giorgio Corradetti – perché abbiamo vissuto un'annata disastrosa per certi versi, ma anche esaltante con un gruppo di uomini veri con la maglia del Forcoli».
Seconda domanda: che succederà ora al Forcoli? «Intanto ceneremo a spese del presidente Guglielmo “William” Fogli – riprende ridendo Corradetti – poi discuteremo del futuro. Con i ragazzi e il tecnico, a cui va un applauso speciale per come ha saputo gestire la squadra, non abbiamo ancora parlato: devono essere sistemate molte cose. La prima pietra era la permanenza in serie D. Il settore giovanile è l'altro tassello su cui si basa l'attività della società».
Due elementi che servono a rendere appetibile la società a imprenditori che possano contribuire a far proseguire il calcio a Forcoli. «L'era dell'unico presidente che mette i soldi è finita – spiega Corradetti –. Si ricomincia con un gruppo di persone che collabora. Il paese ha dato dimostrazione di volersi riappropriare dell'Unione sportiva e la dirigenza ha fatto tutto per garantire continuità. Sarebbe bello riprendere con questo gruppo di giocatori e allenatori che quest'anno ci ha regalato momenti indimenticabili. E se farò ancora parte del progetto cercherò di rendere realtà questo sogno».
Andreas Quirici
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