Il Tirreno

Pontedera

Ecco Giovannini l’uomo vincente per scoprire la C

di Emilio Chiorazzo
Ecco Giovannini l’uomo vincente per scoprire la C

È il nuovo direttore generale, dovrà riformare la società e poi si dedicherà alla parte tecnica

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PONTEDERA. È il giorno della rinascita. Forse più di quando, due anni fa, il Ponttedera, con un nuovo assetto societario, si era gettato, con un colpo solo, tutti i problemi dietro le spalle.

È il giorno in cui il Pontedera vuole mettere in archivio la bella annata che lo ha riportato, dopo dodici anni, tra i professionisti e iniziare a capire il nuovo “pianeta” dov’è approdato. Lo si capisce da tanti segnali: Carlo Barsotti, tifoso storico indossa una divisa granata datata 1994, annata d’oro. Quella dei D’Arrigo, di Pane, della vittoria sulla nazionale di Arrigo Sacchi che stava preparandosi ai Mondiali americani. L’occasione di tanta... eleganza è la presentazione del nuovo direttore generale. Questo è un altro segnale. È stato scelto un esperto, un uomo vincente, come si dice nel settore: Paolo Giovannini. Arriva da Pistoia e si porta un bagaglio di tante esperienze, tutte di prestigio. Quando il presidente Tiziano Orsini lo presenta, nella sala dei dirigenti allo stadio Mannucci, alle sue spalle fa bella mostra una maglia granata, creata apposta per i cento anni della società. Eccolo l’altro segnale: è vero che il centenario cade nell’anno della promozione. Ma è altrettanto vero che, nello stesso anno, comincia la nuova avventura.

L’incognita del campionato. A dire il vero, in quale categoria, ancora non si sa. È un nodo che dovrà sciogliere la Lega che sta lavorando alla riforma della serie C. E la decisione peserà molto. «Vogliamo affrontare questo nuovo percorso – ha spiegato il presidente Orsini – con entusiasmo. Abbiamo aspettato a studiare le nuove strategie, perché l’impegno è difficile. E per questo motivo ci siamo affidati a quello che riteniamo il migliore in questo settore. Il suo percorso fino a questo momento ci ha convinti a portarlo a Pontedera».

Nelle mani di un... vincente. Lo ha presentato così Paolo Giovannini. Avrà pieni poteri, dovrà prima mettere in piedi una struttura organizzativa e societaria, poi pensare alla parte sportiva. E sciogliere tanti nodi.

«Non conta il mio passato – debutta Giovannini – Né i risultati ottenuti, se sono bravo dovrò dimostrarlo qui. La scelta di Pontedera mi dà l’opportunità di stare vicino a casa, di seguire mio figlio. E poi sono convinto che in Toscana la gente mi conosce, sa chi sono, come lavoro».

Pontedera come una scelta di vita. Lo sottolinea anche per un altro aspetto: «Per me nuovo – dice il direttore generale granata – è la prima volta che arrivo nei professionisti con un progetto non mio, ma fatto da altri, che ringrazio».

Un progetto da realizzare in tre anni. Lui, il progetto, dovrà metterlo in piedi da ora in avanti. « A cominciare dalla società – dice – occorre che sia una società di capitali, serve un consiglio di amministrazione, poi occorre fare il punto sui lavori che servono per lo stadio. Molto dipenderà dalle decisioni della Lega. Viviamo un momento di incertezza, non si sa se avremo una sola serie C, o se rimarrà divisa come ora».

Di certo c’è che Giovannini è venuto a Pontedera per «vincere – dice – Certo, sarà difficile che accada subito quest’anno, ma i presupposti sono questi: se in cinque o sei mesi saremo in grado di organizzare la struttura, metteremo le basi per nuove soddisfazioni».

I nodi da sciogliere. L’aspetto tecnico, a sentire queste premesse, sembra essere secondario. «Ci lavoreremo – spiega – Non ho trovato una struttura pronta. Anche se è stata una stagione vincente, ci sono alcune mancanze. Ma ho trovato persone serie, dei dirigenti eccezionali, giocatori che conosco. Come conosco Aringhieri, un po’ meno Masi, l’ho incontrato da avversario qualche volta».

Sul loro futuro, quello del direttore sportivo e dell’allenatore, c’è ancora incertezza. «Mi prendo una decina di giorni di tempo – spiega Giovannini – poi scioglieremo anche questo dubbio». Ma avverte che Masi non avrà priorità, saranno sentiti anche altri tecnici. Sarà sentito pure Paolo Indiani, che da qualche settimana viene indicato come il probabile sostituto di Masi. «Ma prima devo capire che tipo di contratto potrò proporgli», spiega.

I dieci giorni serviranno per capire i costi di gestione della nuova categoria (dalla biglietteria agli stewart, dall’Irap da pagare alle contribuzioni che arriveranno), i budget a disposizione e il programma da perseguire.

«Punteremo molto sui giovani – spiega il nuovo direttore generale – Anche in questo caso conterà molto il tipo di campionato che dovremo affrontare. Punteremo sui giovani per avere i contributi. Per farli crescere, per cercare di centrare i nostri obiettivi in due-tre anni». C’è da aspettarsi che la squadra cambierà volto. Molti dei protagonisti della promozione avranno ambizioni che, probabilmente, non collimeranno più con i propositi del Pontedera targato-serie C.

Il ritorno di Del Papa. Giovannini non era l’unica novità della giornata. È stato salutato anche il ritorno, nella dirigenza granata di Marco Del Papa. Avrà il ruolo del general manager. «Con me – svela – la trattativa è andata in parallelo. Quando ho saputo del coinvolgimento di Giovannini sono stato contento. Devo ringraziare Luciano Barachini che mi ha voluto nel consiglio del Pontedera. Un consiglio che è sempre più coeso e che con l’ingresso di Pantani e Donnini, avvenuto quest’anno, ha ottenuto un valore aggiunto fondamentale. Con queste premesse i presupposti per costruire una società forte ci sono proprio tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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