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Un Pontedera così è imbattibile
Neppure con la promozione già in tasca l’Arezzo riesce a fermare i granata in diretta tv
PONTEDERA. Col Mannucci vestito a festa, i giocatori che entrano in campo coi capelli colorati di granata, e la tv a riprendere il tutto, Pontedera-Arezzo sembrerebbe davvero una festa più che una partita. Ma in campo non c’è spazio per le cerimonie. In barba ai verdetti già emessi, ai granata già promossi in C e a un Arezzo costretto a deporre le armi prima del tempo, le squadre lottano.
Ma una stagione perfetta non poteva essere macchiata sul più bello. E gli uomini di Masi si tolgono anche l’ultima soddisfazione. Quella di battere i rivali di un torneo davanti al proprio pubblico, con uno stadio color granata e C ovunque. Tanto per ricordare come stanno le cose.
Sono la doppietta di Magnani e il sigillo di Carfora a chiudere il campionato casalingo del Pontedera in grande stile, davanti alle telecamere di RaiSport. Proprio come quel 5 novembre, quando in diretta tv arrivò il primato col successo sullo Spoleto. Anche se lo spettacolo, più che sul terreno di gioco, è sugli spalti. Gli ultras granata e amaranto non si risparmiano in cori e sfottò reciproci per una buona mezz’ora. I primi festeggiano il traguardo atteso da 12 anni, gli altri pensano già alla prossima stagione. Poi la svolta. Il manipolo di tifosi di Arezzo (circa 40) espone uno striscione “Non siamo qui per una festa” ma per ricordare Lauro. Saluta tutti e se ne va al 27’, proprio quando il giocatore amaranto finì la sua carriera.
Anche con una formazione rimaneggiata (Nolè, Cubillos e il neopapà Andrea Caponi in panchina) riesce a imporsi su un Arezzo pimpante, ma incapace di far male. Già dopo 5’ Carfora scodella una punizione in area, Vettori interviene col destro al volo e manda alto. Dopo un quarto d’ora di muro contro muro l’Arezzo si fa vivo al 18’, con un cross di Macellari, che Rubechini manda fuori con un bel colpo di testa sul secondo palo. Dopo 5’ un altro cross rasoterra di Macellari imbecca Ciasca, che prova il colpo di tacco mandando sull’esterno della rete.
Al 28’ la svolta, quando Macellari atterra in area Magnani e consegna un rigore al Pontedera. Sul dischetto non va Carfora, ma lo stesso attaccante, che non sbaglia. Prima del riposo un altro brivido, con la punizione di Carfora al 31’ che scalda i guantoni di Bucchi.
La ripresa comincia quindi senza i tifosi aretini sugli spalti, già sulla strada per la Valdichiana. La squadra amaranto invece prova a reagire sul campo, col guineiano Cissè e l’argentino Martinez. Ma l’esotico tandem non riesce a creare apprensione alla difesa meno battuta del girone, che neppure l’ingresso di una vecchia volpe come Locatelli (uscirà dopo 10’ per infortunio) impensierisce. I granata forti del vantaggio impostano un secondo tempo di contenimento, ma alla prima occasione raddoppiano spietati. Al 64’ Carfora calibra il sinistro dalla trequarti, il pallone si abbassa e Magnani lo scaraventa in rete.
La doppietta del bomber taglia definitivamente le gambe all’Arezzo, pericoloso con un destro dal limite di Cissè al 68’, ma che rischia di capitolare di nuovo su colpo di testa del solito Magnani. Neanche l’ingresso di Raso riesce a scuotere un Arezzo addomesticato con troppa facilità dalla capolista. Il sabato perfetto si chiude all’85’ col gol del capitano. Su punizione? No, di testa, su assist di Nolè.
Lorenzo Lazzerini
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