Il Tirreno

Pontedera

«Ora rivoglio l’odore inconfondibile del campo»

di Sabrina Chiellini ; di Sabrina Chiellini
«Ora rivoglio l’odore inconfondibile del campo»

Manuel Caponi, uscito dal coma dopo l’infortunio, gioisce per i suoi compagni e attende il ritorno

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PONTEDERA. Lacrime di gioia. Dopo quelle del dolore e della paura, Manuel Caponi ritrova la felicità. Porta la firma del fratello, Andrea, il gol che ha regalato la promozione al Pontedera e consentito ai granata di esultare per la vittoria di un campionato da incorniciare.

L’abbraccio tra i due fratelli toglie il respiro. Come negli istanti in cui Manuel – una fredda domenica di novembre – colpito accidentalmente cadde a terra privo di sensi. «Il mio sogno? Tornare a giocare...», non si stanca di ripetere Manuel. Impossibile non tornare indietro con la memoria anche solo per un flash. Ai giorni del coma. Uno scontro di gioco a circa trenta minuti dall'inizio del primo tempo. Manuel Caponi, 25 anni, attaccante, figlio dell'ex granata Alessandro Caponi, cade a terra dopo essere stato colpito da un avversario del Sansovino. Il grave incidente avviene sotto gli occhi del fratello Andrea, anche lui in forza al Pontedera. Manuel non si riprende, è privo di sensi. Il fratello corre verso di lui, guarda disperato tra il pubblico dove c'è l'intera famiglia. Chiama i soccorsi, chiede aiuto. È tra i primi a rendersi conto che la situazione è grave. Scende il gelo nello stadio. Vi resterà per settimane. Un silenzio rotto dagli striscioni “Forza Manuel”, sbandierati anche domenica scorsa, nella partita che doveva far esplodere i festeggiamenti anticipati. E poi rimandati.

Una pagina di cronaca che oggi, per fortuna, sembra scritta tanto, tanto tempo fa. Manuel sta lentamente tornando alla quotidianità. Eccoli lì i due fratelli, trionfanti. Orgogliosi della promozione granata. Forti per essersi ritrovati dopo la grande paura.

«Il passaggio di categoria, la serie C – dice Manuel – sono per me una cosa stupenda. Sono due anni che gioco nel Pontedera, sono felice di questo risultato, anche se purtroppo a causa del brutto infortunio di cinque mesi fa non posso ancora tornare a giocare».

Dopo quello che è successo «essere qui, essere già tornato allo stadio, anche se come spettatore – continua – è già un successo. A livello fisico sto bene, ho completato la riabilitazione. Ma ho ancora alcuni disturbi agli occhi, non vedo ancora bene e questo mi crea problemi di equilibrio. So che la strada è ancora lunga ma spero di recuperare presto ».

Manuel, da quando ha lasciato il centro di Volterra, dove ha effettuato la riabilitazione, cerca di non perdere una partita, in gradinata. A soffrire e gioire insieme ai sostenitori del Pontedera. Insieme a lui la compagna Iara e la ragazza del fratello Benedetta. Oltre ai genitori, che erano all’ “Ettore Mannucci”, anche il giorno dell’infortunio.

«Il mio sogno ora che il Pontedera è in serie C? Spero di tornare a giocare. Il massimo sarebbe mettersi alla prova proprio con un campionato più impegnativo. L’importante è tornare a sentire l’odore del campo... Mi manca tantissimo. Lavoro al massimo per raggiungere questo risultato ma so che non dipende solo da me», conclude con voce sorridente il giovane calciatore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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