Il dolore
Marco Masi si gode la sua “prima” da mister
«È stata la vittoria del gruppo. Manuel Caponi il nostro uomo simbolo, ci ha dato la forza giusta»
VITERBO. La prima volta non si scorda mai.
Il tecnico Marco Masi centra la sua prima promozione da allenatore, con la squadra che più di tutte ha segnato la sua carriera.
Dopo averlo condotto per tre stagioni alla salvezza, e dopo il salto di categoria sfiorato l’anno scorso, per lui arriva finalmente il momento di alzare le braccia al cielo e assaporare il trionfo con il suo Pontedera.
E quando a Viterbo arriva il triplice fischio e scoppia la festa, prima in campo e poi negli spogliatoi, il mister è il primo bersaglio dei gavettoni preparati dai giocatori.
E proprio a loro dedica il successo. Dopo una lunga cavalcata che ha visto il Pontedera dominare il campionato e rintuzzare gli attacchi dell’Arezzo.
«È stata la vittoria del gruppo – dice – da luglio fino ad oggi i ragazzi sono stati uniti e decisi a remare verso un unico obiettivo. Non ho mai sentito una lamentela da parte di nessuno, solo tanta voglia di impegnarsi e di lottare per questo traguardo».
Ma il ritorno tra i professionisti arriva anche nel segno di Manuel Caponi, che sta ancora recuperando dopo il terribile scontro di gioco dello scorso 1º novembre. Tutta una città ha tremato per lui. E il destino ha voluto che fosse proprio suo fratello Andrea a segnare il gol decisivo nello scontro-promozione di Viterbo.
«Manuel è il nostro uomo simbolo – afferma Masi – è quello che ha sofferto più di tutti e ci è stato sempre vicino durante il suo recupero. È pontederese, e la maglia granata è la sua seconda pelle».
E proprio il suo drammatico infortunio ha compattato ulteriormente la squadra, il cui amalgama si è ulteriormente irrobustito. Il gruppo ha acquisito ancora più forza e sicurezza, riuscendo a mantenere la giusta strada verso l’ambizioso obiettivo finale.
«È stato il momento della svolta nel nostro campionato – ammette il tecnico –, tutto lo spogliatoio, la società e la città si sono stretti intorno a lui, e per lui abbiamo trovato la forza di andare avanti e vincere. In questo campionato, contro avversari difficili, siamo stati senza dubbio i migliori».
L’unico rammarico, in una stagione perfetta, resta quello di non aver potuto festeggiare a Pontedera un evento atteso da 12 anni.
«Purtroppo ci siamo persi questa bella occasione. C'era una festa preparata in anticipo, forse in maniera un po’ troppo avventata, e questo ha tolto concentrazione alla squadra. Sarebbe stato davvero fantastico festeggiare davanti al nostro pubblico».
Ma alla fine va bene anche così. Bastava un punto per raggiungere il sogno, e un punto è arrivato.
Lorenzo Lazzerini
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