La manifestazione
Il paradiso si spalanca nella città dei Papi
Il Pontedera torna tra i professionisti grazie al pareggio a Viterbo. Continua la lunga serie dell’imbattibilità esterna
VITERBO. La città dei Papi s'inchina al Pontedera ed emana la "bolla" per i professionisti. Finalmente la Seconda divisione non è un sogno ma realtà. La partita è stata condotta sottotono da entrambe, una volta raggiunto l'1-1. La Viterbese non al completo per un paio di squalificati e altrettanti infortunati ha fatto la sua partita per la certezza matematica di brutte sorprese nel finale di torneo, vale a dire non trovarsi invischiata nella scomoda lotta dei playout, e semmai (strani giochi della graduatoria) avere un posto nella griglia playoff con la concomitanza di altri risultati; nel Pontedera fanno il loro rientro nel pacchetto difensivo Lucarelli e Rosati, dopo aver scontato il turno di squalifica contro il Deruta, così come mister Masi in panchina. Granata nell'olimpo con pieno merito per quello che hanno fatto vedere nel corso della stagione. Anche a Viterbo hanno allungato l'imbattibilità esterna.
Alla Viterbese, la serie D sta stretta, ma l'avvento – qualche anno fa – di Luciano Gaucci fece più male che bene alla società gialloblù che un decennio fa ebbe anche Carolina Morace sulla panchina. Ma qui la considerano più una fugace mossa pubblicitaria che un qualcosa di redditizio.
Stadio semideserto, con pochi affezionati tifosi viterbesi (per lo più pensionati per la decisione di concedere abbonamenti gratuiti agli over 65enni), e appena una venticinquina arrivati da Pontedera, impossibilitati a essere presenti sugli spalti del "Rocchi" per il divieto a tutti gli sportivi della provincia pisana per gli incidenti di qualche anno fa tra Pisa e Viterbese. Quindi col sindaco Simone Millozzi e l'assessore Matteo Franconi, pochi dirigenti granata con Luciano e Marco Barachini in testa, nella curva (deserta)destinata agli ospiti con tanto di poliziotti alle spalle.
Bastano 120 secondi ai granata per far vedere le chiare intenzioni di tornare a casa con l'incasso pieno: Caponi insacca con tiro angolato ma non irresistibile dal limite. La squadra laziale risponde con Morini con un altro tiro dal limite con Bibba, incerto, che devia in angolo. Pressa la Viterbese con i granata che attendono al limite dell'area, forti del risultato appena sbloccato.
La gara offre pochi spunti e il taccuino registra un tiro (13') di Vegnaduzzo un metro abbondante distante dal palo destro di Bibba e un altro di Franzese (15') senza pretese. Morini a centroarea devia di testa un cross dalla destra di Vanacore che va a lisciare il palo destro di un Bibba rimasto colpevolmente immobile: è il 25'.
Un minuto dopo, su punizione dal vertice destro dell'area granata incassa il meritato pari della Viterbese: fallo di Carfora che viene ammonito (era diffidato, così salterà la gara di sabato con l'Arezzo) e della conseguente punizione se ne incarica Morini che di sinistro batte il portiere granata sul secondo palo.
La squadra di Masi continua in surplace, quasi si accontenti di già del risultato, nonostante da Arezzo giunga la notizia che l'Atletico sia in vantaggio sull'Orvietana. Magnani per esempio non riceve palloni in avanti, Carfora non trova l'imbeccata vincente, Cubillos non ha sbocchi sulla fascia sinistra; e la squadra quando deve ripartire appare un po' troppo macchinosa. Cosi il portiere dei laziali continua a fare il disoccupato di lusso. Al 42' il primo tentativo di bomber Magnani che cerca di sgusciare a un nugolo di maglie gialloblù che però, lo fermano poco dentro l'area e non riesce a tirare.
Gli sbadigli accompagnano la fine del tempo e non si calmano a inizio ripresa visto l'andamento blando della gara. La monotonia è interrotta da Di Marco al 6' con un destro dal limite, dopo aver catturato la palla sulla tre quarti. La sfera si perde distante dall'incrocio dei pali. Il Pontedera mette la testa fuori e si avvicina con più convinzione nell'area laziale ma di tiri in porta e di azioni come i granata ci hanno abituati a vedere non se ne vedono ancora. Al 13' è ancora la Viterbese a farsi viva con Vegnaduzzo che di testa non impensierisce Bibba, poi un'azione sulla sinistra di Arrighini da poco entrato è fermata senza difficoltà da Vanacore. La sensazione è che ad entrambe le formazioni vada più che bene il pareggio, per opposte mire ovviamente. Non succede davvero più niente nella seconda metà della ripresa, con le squadre che sembrano davvero pensare a non farsi male. Il Pontedera è promosso ma che triste emozione averlo fatto in una situazione così surreale senza il tifo accanto. Era molto meglio svegliarsi dal sogno domenica scorsa al "Mannucci" senza impattare col Deruta.
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