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I GRANATA E LA STORIA CHE TORNA
“Ci siamo”. Stavolta, davvero. Quella frase l’avevano scritta sulle magliette granata, da tre settimane, i dirigenti, gli aministratori della città e i tifosi. Le tenevano nascoste. Pronti a tirarle...
“Ci siamo”. Stavolta, davvero. Quella frase l’avevano scritta sulle magliette granata, da tre settimane, i dirigenti, gli aministratori della città e i tifosi. Le tenevano nascoste. Pronti a tirarle fuori insieme all’urlo di gioia, tenuto prigioniero, in gola per dodici anni.
“Ci siamo ripresi la storia”, hanno scritto sulle t-shirt celebrative, sindaco, assessore allo sport, presidente e dirigenti. Finalmente hanno potuto mostrarle. Quel motto fotografa bene cosa significa per questa città, il successo ottenuto a Viterbo.
Non è solo il coronamento di una grande stagione (fatta di gol, di numeri e di qualche amarezza). Non è solo il risultato di un gruppo di atleti, ben amalgamati tra loro e capace di dominare il campionato fin dalle prime battute.
Questa vittoria sa di rivalsa. Di rivincita verso un destino che più di una volta si è messo di traverso, sul cammino di una società, che appena due anni fa, sembrava in procinto di sparire.
È rinata. Eccome. Riprendendosi, per parafrasare lo slogan delle magliette, quella che ritiene essere la sua storia: per troppo tempo, calcisticamente, a Pontedera si è vissuto sull’onda dei ricordi. Le grandi stagioni degli anni Novanta nei campionati di C2 e C1, quella vittoria - diventata ormai leggenda - sulla Nazionale di Sacchi alla vigilia dei mondiali Usa.
Ecco, Pontedera, forse, s’era stufata di vivere di racconti e di ricordi. Ha cercato di portare nel calcio la mentalità, vincente, che la contraddistingue nell’economia locale. Un pool di dirigenti, uniti e pronti anche a fare la staffetta sulla poltrona di presidente; un gruppo di appassionati di calcio che, i giocatori e gli allenatori li conoscono e li sanno valutare. Così, il Pontedera, da ieri pomeriggio a Viterbo, ha deciso di voltare pagina. Il ritorno tra i professionisti servirà per scrivere una nuova storia. E lo fa in un anno speciale: tra qualche settimana si festeggiano i cento anni della società granata. Il secolo di vita non poteva essere festeggiato in un modo migliore: approdando in C, ritornando nella storia.(e.ch.)
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