La manifestazione
«Ecco i fari», il “Mannucci” è un boato
Fumogeni, fuochi d’artificio e cori per accogliere il plotone di eroi. Il sindaco Millozzi: «È stata una gioia immensa»
PONTEDERA. Sono a Ginestra". E poi, "sono a San Miniato". E' l'altoparlante a scandire l'avvicinarsi del pullman della squadra granata di ritorno da Viterbo dopo la storica promozione in Lega Pro, mentre la tribuna dell'Ettore Mannucci è già piena da almeno un'ora. Gli ultras al centro e tutti intorno ad attendere il momento dell'abbraccio con giocatori e dirigenti. "Ecco i fari", urla lo speaker dopo le 21 ed eccoli gli eroi del ritorno fra i professionisti. Fumogeni, cori e poi tutti sotto ai giocatori arrampicati sulla rete di recinzione per un vero e proprio delirio. Il tutto mentre i fuochi d'artificio illuminavano il cielo pontederese e tutti invocavano il nome di Manuel Caponi, il giocatore rimasto vittima di un terribile incidente di gioco, ma che è sempre stato presente con il resto dei compagni. L'inno d'Italia e il "We are the champions" a sancire un campionato dominato in lungo e in largo. Baci e abbracci con lancio di magliette commemorative ai tifosi assiepati alla rete e in pedi ad applaudire sulla tribuna. Al seguito della squadra anche il sindaco Simone Millozzi, in campo con tanto di sciarpa granata al collo: «E' stata una gioia immensa, il coronamento di un percorso iniziato due anni fa. Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto, dagli imprenditori ai dirigenti. Da domani cominceremo a pensare all'anno prossimo, ma in queste ore festeggeremo». Campionato vinto e dedicato a Manuel Caponi anche da parte di Matteo Franconi, assessore allo sport: «E' doveroso, perché Manuel ci è stato vicino sempre. L'ho sentito dopo il gol del fratello Andrea a Viterbo. Era felicissimo e sabato con l'Arezzo sarà a far festa con noi».
In tribuna si salta e si balla. La promozione è il giusto epilogo per tutti. «La Serie C è la categoria che ci appartiene - dice Dino Chiappini, storico tifoso granata - finalmente ci siamo ritornati con un campionato eccezionale». Compagno di tante partite viste in tribuna, c'è Gualberto Riva: «Eravamo quasi falliti, ma l'amministrazione comunale e la dirigenza hanno saputo creare una squadra e un'organizzazione fantastici. L'anno scorso siamo arrivati secondi e tutti pensavamo fosse un caso. Invece, in questo campionato abbiamo conquistato la gioia più bella degli ultimi 12 anni».
Anche Nedo Caponi, altro storico tifoso, è felice: «Stagione eccezionale. La sfida sarà per l'anno prossimo, quando serviranno forze economiche fresche e ingenti. Ma sappiamo che ci saranno entrate di imprenditori nel consiglio della società».
Commosso in tribuna c'è Alessandro Caponi, padre di Manuel e Andrea. Lui protagonista di tanti appuntamenti storici da attaccante dei granata, si è letteralmente mangiato le unghie dalla tensione da tifoso: «E' un'emozione troppo forte. Sappiamo tutti quel che è successo quest'anno, ma abbiamo avuto la fortuna che Manuel rimanesse con noi. In fin dei conti la promozione è anche sua, perché ha segnato cinque reti. Poi suo fratello Andrea ha messo la ciliegina sulla torta segnando a Viterbo. Fantastico».
Due generazioni a confronto: Gastone Regoli, nonno di Paolo, giocatore del Pontedera di Masi, 5 anni di magazziniere ai tempi di D'Arrigo che ha vissuto la cavalcata di quest'anno e Sara Cecchini, 17enne che dall'anno scorso segue i granata. Continuerà anche il prossimo campionato nei professionisti. E infine gli ultras. «Dal 2000 seguiamo il Pontedera in casa e in trasferta - dice Pietro Morelli, uno dei capi della gradinata - Questa promozione è anche un po' nostra.Non abbiamo mai lasciato soli i giocatori, ai quali va un grande abbraccio».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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