Sarebbe stata festa a metà
Pontedera concorda con la sospensione, il Forcoli era già in viaggio
FORCOLI. «Davanti a quello che è successo a Piermario Morosini è stupido solo pensare che per noi si tratti di un problema dover rimandare l'occasione per conquistare la promozione in Lega Pro». Marco Masi, allenatore del Pontedera, sta guardando la televisione mentre risponde al telefono. Il suo Pontedera si stava preparando a raccogliere i frutti di una stagione trascorsa da prima in classifica. Ma la gara contro il Deruta al comunale di oggi, quella della possibile promozione nei professionisti, è stata rimandata, come tutte quelle di Serie D e dei campionati di calcio italiani per un dramma che ha colpito tutti. Il dramma vissuto di nuovo.
«In questi casi non si può scendere a patti – ha detto l'allenatore dei granata – Si tratta di situazioni che escono dai contorni calcistici. Il ricordo di quanto accaduto al nostro Manuel Caponi è ancora troppo vivo per non pensarci. Abbiamo vissuto attimi drammatici che, per fortuna, si sono risolti in maniera positiva per tutti. A me era capitato anche a Cascina, quando Tiziano Bruzzone aveva perso i sensi durante una partita, per poi riprendersi subito in ambulanza. E' giusto non giocare, anche se per noi vuol dire aspettare ancora per tagliare un traguardo che può rappresentare un successo importante. Ci sarà da gestire il momento. Il rischio è quello che la fretta e la tensione prendano il sopravvento. Invece, dovremo stare calmi e aspettare. Riuscire a guardare ai prossimi impegni con tranquillità e la stessa voglia di vincere per festeggiare la promozione».
Bologna andata e ritorno. Chi era già partito per la trasferta di oggi è il Forcoli, raggiunto dalla notizia della sospensione dei campionati mentre la squadra si trovava in autostrada nelle vicinanze di Bologna sui pullmini della società.
Oggi era in programma la gara a Padova con il San Paolo. Un impegno molto difficile, ma che avrebbe significato punti in palio importanti per la classifica. Diversamente da quanto accaduto per le recenti trasferte più lontane, in cui erano stati effettuati viaggi di andata e ritorno in un solo giorno, questa volta era stata organizzato il pernottamento in Veneto già da ieri sera.
Uno sforzo compiuto dalla società su richiesta dei giocatori per preparare meglio la partita. E che ha portato il direttore generale del Forcoli Giorgio Corradetti a uscire fuori dal coro della generale commozione per la morte di Morosini.
«Con tutto il rispetto per la morte del giocatore del Livorno – ha detto – queste cose succedono solo in Italia. Credo che bastasse un minuto di raccoglimento per onorarne la memoria. Non capisco il motivo per cui sono stati sospesi tutti i campionati».
Andreas Quirici
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