Il Tirreno

Pontedera

L’Arezzo non ci crede più e pensa solo ai playoff

di Andreas Quirici
L’Arezzo non ci crede più e pensa solo ai playoff

Neppure l’arrivo di Tomas Locatelli (ex serie A di Milan, Bologna e Siena) rinvigorisce la voglia di acciuffare il Pontedera. Nel Valdarno passa il Todi

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AREZZO. L'Arezzo sembra proprio non credere più di poter riprendere il Pontedera.

E la dimostrazione si è avuta ieri, durante l'incontro perso dagli amaranto per 1-0 in casa contro il Todi. Il gol di Moracci al 19' della ripresa su punizione ha suggellato una prova coraggiosa e determinata degli umbri, al cospetto di una formazione di casa che ha dato l'idea di essere svuotata e assolutamente priva di stimoli. Neppure l'arrivo di Tomas Locatelli, trequartista di 36 anni, ex di tante squadre di serie A e B, ha rigenerato un ambiente che ormai pensa solo ai playoff. L'ex Milan, ma anche Bologna e Siena, è entrato nella ripresa, rendendosi pericoloso in due circostanze, entrambe su punizione. Poca roba per un giocatore del suo calibro precipitato in serie D. Ma pur sempre qualcosa rispetto al pressoché zero assoluto fatto vedere contro il Todi dall'Arezzo. Poche conclusioni, scarso ritmo e stimoli assolutamente rimasti nelle intenzioni del pre-partita.

Nella capitale del Valdarno nessuno pensa a poter riprendere i granata. Gli 800 spettatori presenti hanno assistito alla gara fra sbadigli e poche emozioni: solo un rigore reclamato nel finale dai padroni di casa. Undici punti di distanza sembrano essere un abisso e l'ambiente sta preparando la partecipazione agli spareggi per ottenere il miglior ranking fra le società che l'anno prossimo potranno aspirare a un posto in Lega Pro.

E se le voci che circolano saranno confermate, ci potrebbero essere numerose città private della loro squadra nei professionisti e altrettante che saliranno di categoria. Ecco perché l'Arezzo, persa di vista la squadra di Marco Masi, punta tutto sui playoff. L'arrivo di Locatelli è un segnale evidente rispetto a questa intenzione. Ma il fantasista è anche il trait d'union tra l'Arezzo e lo Junior Camp, la società di puro settore giovanile (che prima collaborava con il Milan e che adesso sforna campioncini per il Siena), di cui detiene la proprietà al 50% e il cui centro sportivo è giusto davanti allo stadio Città di Arezzo. Il progetto per l'anno prossimo, infatti, è un gemellaggio tra le due società che darà vita a un mega settore giovanile e al Villaggio Amaranto, un centro con sette campi da gioco, una foresteria e una piscina. L'Arezzo pensa al futuro, visto che da quelle parti è opinione comune che il presente sia ormai sfuggito dalle mani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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