La protesta
Scalzo, la voglia di un successo alla soglia dei quarant’anni
SAN MINIATO. L’esperienza messa al servizio della squadra. Uno dei protagonisti della rincorsa che sta compiendo il Tuttocuoio da dicembre a oggi, alla ricerca di un posto tranquillità, è...
SAN MINIATO. L’esperienza messa al servizio della squadra.
Uno dei protagonisti della rincorsa che sta compiendo il Tuttocuoio da dicembre a oggi, alla ricerca di un posto tranquillità, è sicuramente Christian Scalzo.
Giocatore di grande esperienza con le sue 39 primavere che sta disputando la sua stagione numero 24, e che ha un palmares illustre alle spalle: Livorno, Spezia, Genoa e Siena solo per citare alcune squadre in cui ha militato.
La scelta di venire nella frazione sanminiatese di POnte a Egola, ha un significato preciso. Che lo stesso Scalzo, prova a raccontare, ripercorrendo un po’ le tappe della sua carriera.
Christian ci puo’ dire qual'e la piazza a cui si sente maggiormente grato?
« E' un po' difficile citarne una, sicuramente Siena dove ho vissuto due stagioni, dove siamo saliti in serie A, ma sicuramente una tappa importante è stata Livorno dove sono stati anni eccezionali, per l'affetto che la gente ti da', a riprova di questo mi sono stabilito li, ho conosciuto mia moglie e ho formato famiglia».
Cosa spinge ancora un atleta a giocare quando si è alla soglia dei quarant’anni?
«L’entusiasmo di fare un lavoro che ti piace, lo chiamo lavoro perché mi da i soldi, e ritengo che sia lo sport più bello, ti far rimanere in forma, ogni domenica ti senti alla prova e ti trovi a giocare con qualcuno che a 21 anni potrebbe essere mio figlio».
Che consigli darebbe a un giovane che si trova a muovere i primi passi nel mondo del calcio?
«Consiglierei visto che diventare calciatore professioni sta è difficile, di non lasciare gli studi per mantenersi aperta anche quella strada, cosa che non ho fatto io ma quelli erano altri tempi».
Questa stagione è quella del ritorno: che giudizio personale ne dà?
«Ho cominciato a Santa Croce poi, purtroppo, per vari problemi sono andato via. ad ogni modo ringrazio Passerai, il direttore sportivo Pinzani e il mister Marmugi per avermi dato la possibilità di tornare a un calcio di buon livello nella scorsa stagione in D. A dicembre è arrivata la chiamata di Bagnoli, è stato un mio ex compagno di squadra nel Livorno negli anni Nopvanta. Ho accettato.Quando sono arrivato avevamo soltanto dieci punti in classifica. E adesso ne abbiamo 39. Stiamo facendo un mezzo miracolo. E per questo, un ringraziamento speciale deve essere rivolto alla società che sta dimostrando una serietà rara. Non si vede spesso, anche nelle categorie professionistiche. E un altro ringraziamento, va a ll’allenatore, mister Alvini: c’è tanto del suo tocco, nel percorso che stiamo facendo in questi mesi».
Stefano Scarpetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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