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Pontedera, il traguardo è vicino ma nessuno vuol fare calcoli

di Lorenzo Lazzerini
Pontedera, il traguardo è vicino ma nessuno vuol fare calcoli

L’assessore allo sport Matteo Franconi: «I numeri per tornare tra i professionisti ci sono tutti ma la prudenza non è mai troppa. E poi un pizzico di scaramanzia non guasta mai...»

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PONTEDERA. La volata-promozione è agli sgoccioli. A 7 giornate dalla fine del campionato, Pontedera e Arezzo corrono verso la Seconda divisione. E le due pretendenti al salto di categoria arrivano allo sprint finale separate da ben 10 punti. Negli ultimi 3 turni i granata hanno collezionato due vittorie e un pari, approfittando della frenata degli inseguitori, che invece hanno raccolto solo due punti in altrettanti incontri. Per assicurarsi il ritorno tra i professionisti, agli uomini di Masi basterà centrare 4 vittorie. Ma in società e nello spogliatoio nessuno fa calcoli. «Siamo a pochi passi dal traguardo, e non possiamo sbagliare ora – dice l’attaccante granata Luca Magnani – ogni partita avrà una storia a sé, dobbiamo solo rimanere concentrati e cercare di vincere le prossime, senza guardare ai risultati dell’Arezzo. Siamo padroni del nostro destino». Per scaramanzia il direttore sportivo Umberto Aringhieri non voleva neppure sentire nominare la parola promozione, fino a qualche giornata fa. Ma con 10 punti di vantaggio le certezze aumentano: «In tutto il campionato non c’è mai stato un distacco così ampio tra noi e l’Arezzo – riconosce – ora la corsa la dobbiamo fare soprattutto su noi stessi; l’imperativo è quello di non rilassarci e mantenere alta la concentrazione». Sui prossimi avversari, Sansovino e Città di Castello: «Non ci sono partite abbordabili nel finale di stagione. Nei prossimi due incontri affrontiamo squadre che lottano per la salvezza e che si impegneranno al massimo». Tra i primi tifosi del Pontedera c’è anche l’assessore allo sport Matteo Franconi. Ogni domenica è allo stadio a seguire la squadra, ma quando si parla di festeggiare il ritorno in Lega Pro tiene sempre le dita incrociate: «Per scaramanzia non mi sbilancio – conferma – ma non si può negare che ci sono tutte le credenziali per tornare tra i professionisti. Lo conferma il ruolino di marcia della squadra, che ha perso una sola volta in tutto il campionato, ma anche l’organizzazione della società e l’affetto degli sportivi. Domenica, contro lo Spoleto, sono felice di aver visto finalmente più di 600 persone al Mannucci. Spero che l’affetto dei tifosi non manchi neppure nelle prossime partite, sia in casa che in trasferta. Credo che il campionato si deciderà nelle prossime 3-4 giornate». Anche secondo il dirigente Stefano Puccioni le prossime partite saranno quelle decisive: «Sarà importante soprattutto vincere le prossime due – afferma – per stroncare definitivamente le speranze di rimonta dell’Arezzo. Non dobbiamo dargli modo di rientrare in corsa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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