Il dolore
“Abel” Balde baluardo della difesa del Forcoli
Da centrocampista è stato arretrato: «Mi trovo bene e lavoro per arrivare nei professionisti»
FORCOLI. Ormai è proprio un baluardo della difesa. Da alcune domeniche sta al centro tra Saitta e Bonsignori prendendo tutti i palloni che gli passano nelle vicinanze. Abdoulaye “Abel” Balde, 23 anni, al Brunner da due e mezzo e, indubbiamente, uno dei migliori dell'ultimo periodo. Da centrocampista dinamico, anche se un po' anarchico, a centrale difensivo con il compito di respingere palloni e fermare attaccanti.
«Per me in mediana o in difesa fa lo stesso – dice – cerco solo di arrivare su ogni pallone. Conta la cattiveria agonistica, non dove ti schierano».
Maurizio Londi, tecnico di due stagioni fa, decise di provare il senegalese nelle retrovie. L'esperimento non andò granché, tanto che “Abel” poi giocò stabilmente a centrocampo. Poi, con Marco Brachi e la sua decisione di optare per il 3-5-2, Balde si trasformato. «Il cambio dello schieramento aiuta noi difensori a sentirci più coperti e sicuri – dice – ed è un bene che sia giunta la trasformazione in questa fase della stagione. Stiamo andando davvero bene».
Col Ravenna, il Forcoli ha conquistato 3 punti d'oro in chiave salvezza, ma domani ci sarà il test-Scandicci in trasferta, altra ghiotta occasione. «Col Ravenna abbiamo vinto la semifinale – sottolinea il giocatore che lavora insieme a Emilio Montagnani, colui che lo ha aiutato appena arrivato in Italia – ma con la Sestese sarà come una finale. Da vincere».
Mancheranno Pardossi e il portiere Ceccherini, entrambi ammoniti e squalificati per il turno infrasettimanale. Una bella tegola, specie quella del n.1 a cui Balde non pensa: «Chi scende in campo sa cosa fare. Non ci saranno problemi».
Attaccato a Forcoli e alla Valdera, Abel sta vivendo questo momento difficile del Forcoli con la massima tranquillità. Era abituato a giocare senza guadagnare niente, visto che sia in Senegal che nei suoi primi anni italiani, in cui scendeva in campo con la squadra Amatori della Borra non ha mai riscosso un soldo. «Credo che si debba godere di questo sport – dice ancora – e affrontare le difficoltà con la massima fiducia possibile. Il calcio non inizia e non finisce a Forcoli. Almeno per quanto mi riguarda. Il mio obiettivo è proseguire la carriera e approdare nei prof. Sto lavorando duro tutti i giorni per questo».
Andreas Quirici
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