Il dolore
La città si mette i guantoni con Alì
Nasce il comitato che condurrà il pugile naturalizzato pontederese verso il match per il mondiale
PONTEDERA. La fame di successi di Alì Ndiaye non conosce limiti. Dopo la conquista del titolo italiano, nel 2008, e di quello della Comunità europea, lo scorso 11 novembre al PalaZoli, il pugile senegalese, naturalizzato italiano e cittadino pontederese, punta dritto al mondiale.
Da oggi avrà il concreto sostegno della città. Non solo quello morale, che c’è sempre stato. Ma anche un aiuto economico. Fondamentale per un mondo, quello della boxe, in cui non si può certo vivere della sola professione. Nasce ufficialmente il comitato“ con Alì fino al mondiale”, che sosterrà il boxeur nella preparazione e nell’organizzazione dell’incontro che potrebbe regalargli la cintura intercontinentale.
Oltre all’amministrazione comunale, con l’assessore allo Sport Matteo Franconi, hanno dato la loro adesione imprenditori locali e personalità legate al mondo del pugilato e vicine ad Alì. Come l’ex campione del mondo Alessandro Mazzinghi, nominato presidente onorario del comitato, l’ex campione di pesi leggeri Giancarlo Barabotti, e il rappresentante della comunità senegalese di Pontedera Dia Papa Demba. Il presidente del comitato è Fabiano Angiolini, il segretario Renzo Ciangherotti, affiancati dal vicepresidente Paolo Marconcini, il procuratore e il preparatore atletico di Alì, rispettivamente Salvatore Cherchi e Alessandro Filippi, gli imprenditori Giampaolo Tizzoni e Marco Signorini, e il commercialista Stefano Ghelli.
«Finora Alì ha sempre mantenuto le sue promesse, raggiungendo tutti gli obiettivi e portando Pontedera alla ribalta continentale – spiega il presidente Fabiano Angiolini – è un cavallo di razza, e sono pronto a scommetterci. Ci porterà anche il titolo mondiale. La città ha il dovere di stargli vicino, psicologicamente ed economicamente. Alì deve allenarsi con tranquillità per poter salire sul tetto del mondo».
E il comitato di supporto al pugile senegalese sarà solo la prima pietra di un percorso che vuole fare di Pontedera “Città del pugilato”, investendo ulteriori risorse per lo sviluppo di questa disciplina. «Alì è il nostro presente e il nostro futuro – prosegue Fabiani – ma il territorio può vantare personaggi del calibro di Mazzinghi e Barabotti, che in passato hanno raccolto molti successi sul ring. La nostra città può diventare un’eccellenza nel mondo della boxe».
E proprio Pontedera ospiterà, il 19 maggio, la prima tappa del primo titolo italiano di Strongman, dove si esibiranno gli uomini più forti del mondo, e dove ci sarà proprio Alì Ndiaye come ospite d’eccezione.
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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