Il dolore
Da un mare all’altro scalando il colle etrusco
Poco prima di mezzogiorno transita da Volterra la tappa della Tirreno-Adriatico In gruppo i big del ciclismo attuale. Qualche anno fa il palcoscenico era il Cuoio
VOLTERRA. Tra il mar Tirreno e il mar Adriatico ci sono i monti. Da scalare. E la Tirreno-Adriatico, partita ieri da San Vincenzo con la crono a squadre verso Donoratico, ne trova parecchi. Oggi c’è il primo.
Non è una montagna vera, ma una prima asperità sì: si scala il colle etrusco percorrendo la statale 68 da Saline a fino ai 522 metri di Volterra nella seconda frazione della corsa dei “Due mari” che porta la carovana da San Vincenzo a Indicatore d’ Arezzo dopo 230 km.
La scalata di Volterra (primo Gpm, l’altro è a Castellina in Chianti) però arriva nella prima parte di gara, quindi non porterà selezione in gruppo, tant’è che è previsto un arrivo in volata. Però, come si dice in gergo, misura la gamba in attesa di salite ben più impegnative di questa 47ª edizione come Passo Lanciano o Prati di Tivo. Oppure Piano Roseto.
Insomma non ci sarà pace, come da sempre succede nella gara che prelude alla Classica di primavera, la Milano-Sanremo di sabato 17.
A Volterra, oggi, in gruppo è atteso poco prima di mezzogiorno: alle 11.42 con la media più veloce, 10 minuti dopo se la velocità è meno pressante. Poi ancora attraverso la 68 la carovana raggiungerà Colle Valdelsa ecc.
Nel mezzo al gruppo i big del pedale: da Caldel Evans, a Nibali, da Gilbert , da Cavendish a Petacchi, passando per Sasha Modolo, Greipel e Bennati, Farrar e Oscar Freire. E Goss che indossa la maglia di leader Insomma un parterre di prim’ordine.
Il passaggio dalla Bassa Valdicecina fino a Volterra è ben poca cosa però rispetto a quando la Tirreno-Adriatico aveva il suo bel palcoscenico nella zona del Cuoio, solo 3-4 anni fa. Poi è finito l’accordo di collaborazione tra gli appassionati del Cuoio (diretti e guidati da Dario Ciaponi) e gli organizzatori della manifestazione della Rcs.
L’intesa prevedeva un paio d’anni di Tirreno-Adriatico da queste parti, in particolar modo nella zona del Cuoio, con “epicentro” a Santa Croce e poi da decidere se proseguire gli accordi. Non si è proseguito.
Anche perché Dario Ciaponi si è alquanto allontanato dal modo delle due ruote pedalate dopo decenni di appassionato e disinteressato impegno. Così della Tirreno-Adriatico, almeno per ora, bisogna accontentarsi del transito veloce sul colle etrusco. Oggi poco prima di mezzogiorno...
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