Gioco
Il neo mister Comini ha puntato tutto sull’onor di maglia
SANTA CROCE Non si può dire incredibile, perché sembrava già accaduto di tutto - sempre in peggio - al Pelli Santacroce. E invece il quarto allenatore della stagione ha messo a segno la prima...
SANTA CROCE
Non si può dire incredibile, perché sembrava già accaduto di tutto - sempre in peggio - al Pelli Santacroce. E invece il quarto allenatore della stagione ha messo a segno la prima sonante vittoria in trasferta, la seconda consecutiva. Racconta Renzo Comini, da sempre allenatore delle giovanili, alla piena responsabilità in una prima squadra: «Ho parlato chiaro ai ragazzi, prima della partita a Sesto Fiorentino: non abbiamo niente da perdere, proviamoci a testa alta. C’era anche il presidente Antonio Passerai, e ai ragazzi ho aggiunto: se avete da dirgli qualcosa, fatelo ora. Poi concentriamoci sulla Sestese. E così è stato, abbiamo giocato bene, e d’altronde tre gol di vantaggio non vengono a caso».
Come uno spareggio playout, che invece quest’anno non è previsto per le ultime due. «Ma possiamo puntare direttamente alla salvezza, abbiamo gli scontri diretti in casa. Gli spareggi sono ad appena 3 punti, la salvezza è a 10, e ci sono ancora 10 partite da disputare. Ci proveremo, e sappiamo bene che sarà dura. Ma le sfide difficili esaltano».
Era già stato in panchina, essendo squalificato Polverino, a Campi Bisenzio con il Lanciotto. «Non si perse, fu un pari con gol. Però stavolta la responsabilità era pienamente mia. Conosco i calciatori che vengono dagli Juniores, ho dovuto fare con quel che passava il convento, ma sapevo cosa avevo a disposizione: Arzilli, Del Bergiolo, Gelli. Mussi, ecomiabile. Mugnai, una gran partita. E altri che tre ore prima non sapevano se continuavano a giocare in questa squadra».
Quando ha saputo che sarebbe andato in panchina? «Sabato verso le 19. E per una trasferta delicata. Ho puntato sull’attaccamento alla maglia, che i giovani sentono. Ho ricevuto piena disponibilità. E ora – aggiunge - c’è chi torna: mi hanno telefonato De Rosa e Bruni. Ci ritroveremo a Castelfranco tutti. Poi dovremo anche trovare un campo sul quale allenarci, perché non saremo più a San Piero a Grado. E nemmeno staremo a Castelfranco, date le polemiche già sorte. Ma se potessimo allenarci nel Valdarno, anche per poter fare partitelle con le altre nostre formazioni giovanili, sarebbe davvero fondamentale».( l.g.)
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