Toscana
Al Museo Piaggio le premiazioni del campionato europeo Vespa
PONTEDERA Prima la “Vespa dell'Unità d'Italia”, poi una coppa che neanche nei Gran premi di Formula Uno o nelle finali di Champions. Alta un metro e sessanta, 80 kg di peso, nessuno, neanche il pur...
PONTEDERA
Prima la “Vespa dell'Unità d'Italia”, poi una coppa che neanche nei Gran premi di Formula Uno o nelle finali di Champions. Alta un metro e sessanta, 80 kg di peso, nessuno, neanche il pur aitante e atletico Marco Tomassini, che al campionato europeo Vespa Rally 2011 è arrivato primo e quindi se l'è aggiudicata, si azzarda a sollevarla in segno di trionfo. La base, in alabastro di Volterra, richiama le geometrie delle bandiere a scacchi; in cima, svetta lo stemma Piaggio. Un monumento, più che un premio. «Per portarla a casa, a Foligno, ci vorrà un trasporto eccezionale». Scherzano, ma neanche poi tanto, i compagni di squadra di Tomassini, che del Vespa Club di quella città è pure il presidente.
Un anno d'oro, per lui, il 2011. Ha vinto di tutto, in sella alle sue Vespa. «Ma una coppa così non l'ho mai vista in vita mia». Non si fa fatica a credergli. «L'abbiamo fatta fare alla ditta Staccioli di Cascina e il risultato ha sbalordito anche noi», spiega Marco Manzoli, segretario del Vespa World Club e anima della macchina organizzativa che di anno in anno, in Italia come all'estero, coordina la passione e l'entusiasmo di centinaia di club, pianifica trasferte, rassegne, incontri, gemellaggi, gare singole, campionati, tra cui il campionato Vespa Rally che lo scooter di Tomassini, imprendibile per chiunque, ha monopolizzato facendo impazzire i cronometri dei giudici.
Una competizione dalla mirabile storia, questa sfida europea della regolarità vespistica. Roberto Leardi, presidente del Vespa World Club e del Vespa Club d'Italia, ne ripercorre le tappe salienti: «Il primo campionato europeo lo organizzò nel '59 il Vespa Club d'Europa, che è nato nel '53 e il prossimo anno festeggia sessant'anni di attività. D'altra parte lo dico sempre: è nata prima l'Europa della Vespa dell'Europa politica. Dopo varie vicissitudini, il campionato Vespa Rally è tornato nel 2008, e ota non fa che crescere, regalandoci soddisfazioni». Un campionato presidenziale, in un certo senso: nel 2008 ha vinto Carlo Bozzetti, presidente del Vespa Club di Milano; nel 2009 e 2010 Claudio Federici, presidente di quello di Mantova; e nel 2011 Tomassini, presidente di quello di Foligno (Federici secondo).
Ma non vincono solo gli italiani. Tantissimi premiati arrivano da Germania, Belgio, Austria, Svizzera. A consegnar loro le medaglie, due grandi glorie del vespismo nazionale: Giuseppe Cau, eroe della Sei Giorni del '51, e Giorgio Goffi, di Sarzana, più volte campione nelle gare di regolarità. Tutti raccolti nell'auditorium del Museo “Giovanni Alberto Agnelli”, tutti ospiti della Fondazione Piaggio.
Andrea Lanini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
