Il Tirreno

Pontedera

Colombo: ecco perché sono venuto al Tuttocuoio

di Stefano Scarpetti
Colombo: ecco perché sono venuto al Tuttocuoio

L’ex prof: «Finché mi diverto gioco, anche con una piccola realtà come questa» E sul rigore fallito domenica si scusa con tutti: «Ho cambiato tiro all’ultimo»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTE A EGOLA

Il Tuttocuoio domenica scorsa ha avuto l'occasione di sbloccare il risultato ospitando al “Leporaia” il Camaiore su calcio di rigore, con il suo uomo più rappresentativo. Corrado Colombo, che però stavolta si è fatto ipnotizzare dal giovane portiere versiliese Rizzato, ma come si sa il penalty è un gesto particolare in una partita di calcio: si è da soli contro il portiere, una guerra psicologica sotto certi aspetti, che ha fatto vittime illustri. Come non ricordare Roberto Baggio nel 1994 ai mondiali di Usa ’94 o Di Biagio in quelli di Francia ’98; oppure, per citare circostanze a noi italiani più favorevoli, Ronald De Boar che ne sbagliò tre contro Toldo negli europei del 2000.

Un gesto calcistico di cui anche la musica si è occupata, come non ricordare De Gregori che in «Leva del 68» «Nino non avere paura di tirare un calcio di rigore, non è che da questi particolari che si giudica un calciatore, ma dal coraggio e dalla fantasia».

Qui si parlava di un giocatore alle prime armi mentre Colombo classe ’79 con alle spalle ben 356 presenze con 41 gol divise tra serie A, B, e Lega Pro. Ne abbiamo parlato direttamente con il calciatore, facendoci spiegare anche i motivi della scelta di venire a giocare a Ponte a Egola.

Corrado, la tua carriera è costellata di esperienze nel mondo professionistico. E ora questa scelta di venire a Ponte A Egola.

«L'anno scorso a La Spezia non mi hanno rinnovato il contratto, e visto che non mi andava di continuare a girare per l'Italia, ho pensato di andare a Pistoia e aiutare la Pistoiese a tornare nei professionisti con i miei gol, visto che lì abito avendo conosciuto mia moglie. Purtroppo ho avuto delle divergenze con la società, e sono andato via. Mi hanno cercato molte società, poi ho parlato con Andrea Bagnoli che mi ha detto della società del Tuttocuoio della serietà di questo ambiente, cosa peraltro mostrata con i fatti in questi due mesi dove mi sono trovato davvero bene».

Penso non sia facile passare dai campi che eri abituato a calcare, lottando spesso per la promozione, a una realtà piccola in cui si lotta per salvarsi spesso con il coltello fra i denti?

«Di questo ne ho parlato anche con mia moglie, è vero che si passa da giocare in campi molto più grandi a realtà piccole come qui a Ponte a Egola, ma questa è la passione. Fin quando mi diverto continuo a rincorrere il pallone, quando non avrò più stimoli attaccherò le scarpette al chiodo».

Del rigore che hai fallito nella partita di domenica cosa dici?

«Avevo visto dopo 5' che non era giornata, con il rigore mi potevo riscattare. Volevo tirarlo dalla parte opposta, poi ho cambiato idea ed è stato bravo anche il portiere a capire la direzione. Sono cose che possono succedere... Mi dispiace per i compagni, potevamo cogliere una vittoria molto importante per il nostro cammino, comunque per me non cambia nulla».

Per quanto riguarda la salvezza: sara una dura lotta in queste ultime 13 partite che mancano: si deciderà all’ultima giornata oppure vi potete salvare prima?

«Secondo me stiamo facendo molto bene, basti pensare che non perdiamo da dieci partite. Abbiamo le carte in regola per uscire dai bassifondi e salvarci con qualche giornata di anticipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze