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Pontedera

Pontedera, una stoccata e fuga

Lorenzo Lazzerini
Il direttore sportivo Umberto Aringhieri e l’allenatore Marco Masi
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Il direttore sportivo Umberto Aringhieri e l’allenatore Marco Masi

Ancora imbattuto a fine girone di andata. Mister Masi: un bel gruppo

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 PONTEDERA. In Italia ne rimangono soltanto 4. Sono le squadre che possono ancora fregiarsi dell'imbattibilità, dopo un girone di andata da indiscusse protagoniste. Il dato curioso è che, dopo la Juventus, unica squadra nei campionati prof a secco di sconfitte, sono tre club di serie D a vedere immacolata la casella delle partite perse.  Sono il Teramo, che guida il girone F con 8 punti sull'Ancona, e il Salerno, in testa al girone G, ma con Budoni e Città di Marino a 3 lunghezze. Nel girone E, dunque, il Pontedera, che domenica, con la vittoria ad Arezzo, ha portato a 7 punti il vantaggio sulla diretta rivale e si è assicurata, con una giornata di anticipo, il titolo di campione d'inverno. Un risultato mica da ridere, visto che, nelle ultime stagioni, chi ha chiuso davanti al giro di boa ha festeggiato anche a maggio. Si pensi alle cavalcate del Pisa nel campionato 2009-10, e del Borgo a Buggiano l'anno scorso.  Dopo aver superato una settimana difficilissima, cominciata con i successi su Deruta e Viterbese e proseguita con l'espugnazione di Arezzo, ora il salto di categoria sembra alla portata del Pontedera. C'è ancora l'intero girone di ritorno da giocare, e in casa granata nessuno vuole abbassare la guardia: «Se dopo 16 giornate siamo imbattuti evidentemente qualche valore l'abbiamo - commenta soddisfatto mister Marco Masi - ma le favorite in questo girone erano altre, e noi non abbiamo ancora vinto niente. Puntavamo a fare un buon campionato, e ora ci troviamo in testa, grazie a un gruppo di assoluto valore». Secondo il tecnico, la forza di questo Pontedera da record sta nel collettivo: «Tutti remano in unica direzione, senza la compattezza e la determinazione tra i giocatori non saremmo lì. Anche la partita di Arezzo lo ha dimostrato. Dopo essere passati in vantaggio e aver subìto due gol rischiavamo la deriva, invece è venuto fuori il carattere». L'anno del centenario, per il Pontedera, non poteva iniziare meglio.

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