Sicurezza
Forcoli, giocare a Peccioli non si può
Andreas Quirici
◗
Il tifo amaranto al Brunner Primi intralci ma si parla di fusione. Il sindaco: «Già troppe squadre»
3 MINUTI DI LETTURA
FORCOLI. Sembrano complicarsi i progetti della società amaranto per trovare una soluzione alla mancanza di un campo per le gare interne del prossimo anno. L'idea di usufruire dell'impianto di Peccoli, infatti, potrebbe naufragare dopo che il sindaco Silvano Crecchi ha detto di non poter dare la disponibilità del Comunale, visto che è già troppo utilizzato da squadre pecciolesi. Interpellato per un giudizio sulle voci di un tentativo di fusione fra la società forcolese, quella pecciolese e il Capannoli, lo stesso Crecchi dice: «Non so nulla ufficialmente, anche se sento girare la voce da tempo. Sulla fusione non avrei nulla in contrario. Anzi, secondo me sarebbe un fatto positivo. Per quanto riguarda il campo e l'eventualità che il Forcoli lo utilizzi l'anno prossimo, non ho ricevuto nessuna richiesta formale. Ma mi sento di anticipare che non potremo dare la nostra disponibilità, perché si tratta di un terreno su cui giocano e si allenano già troppe squadre». Un intralcio che rende difficile e incerto il futuro di una società che già dall'anno prossimo dovrà emigrare da Forcoli, visto che il vecchio Brunner, quasi sicuramente, non avrà l'agibilità per ospitare partite di serie D. L'operazione per il nuovo stadio sembra procedere nei tempi previsti dalla convenzione, ma è impossibile che potrà essere ultimata per giugno. Il tutto mentre in paese stanno girando voci sul tentativo di fusione con la Pecciolese e il Capannoli, proprio per prepararsi all'eventualità che il nuovo impianto non sia pronto in tempo utile. Voci che si erano diffuse sabato, all'indomani della riunione del consiglio della società, da cui sembrava fosse emersa la votazione all'unanimità per avviare il progetto di fusione. Voce peraltro smentita dal direttore generale Giorgio Corradetti e che nei giorni successivi è stata smontata dagli stessi membri del consiglio davanti al malumore degli sportivi che chiedevano conto di questi rumors, volendo comunque mantenere il nome dell'Unione sportiva, indipendentemente dalla categoria in cui gioca la squadra. Il timore è quello che il nome dell'Us sparisca in favore di una sorta di "Alta Valdera calcio" che punti a mettere in pratica il progetto di salire tra i professionisti nei prossimi 3 anni. L'idea del consiglio sarebbe quella di dare via libera alla presidenza per firmare l'accordo per l'utilizzo del campo di Peccioli per i prossimi 2 anni e poi tornare a Forcoli, mantenendo ovviamente il nome della società. Un progetto legittimo e in linea con i programmi, ma che, come detto, rischia di arenarsi per la non disponibilità della giunta pecciolese a concedere il terreno di gioco dove disputare le gare interne del prossimo campionato. Una matassa da sbrigliare che potrebbe regalare ancora sorprese e su cui c'è grande attenzione da parte degli sportivi forcolesi e della Valdera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
