Sicurezza
Anche con un pari il Pontedera allunga
Lorenzo Lazzerini
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I granata in azione nel match interno con la Pianese Aringhieri: «Avremmo meritato di più, la Pianese nella ripresa non c'è stata»
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PONTEDERA. Quando sei capolista non devi pensare a vincere sempre, ma devi anchen avere tenere le orecchie ai risultati degli altri campi. E quelli di domenica, per il Pontedera, sono incoraggianti. L'Arezzo pareggia a Todi e la Voluntas Spoleto perde a Terni. Così, nonostante il pari senza gol con la Pianese, i granata mantengono invariato il margine (+4), guadagnando anzi un punto sugli umbri. Un risultato indolore per la classifica e figlio di molteplici fattori. Non sarebbe un'eresia dire innanzitutto che il Pontedera avrebbe meritato qualcosa di più del punticino, visto l'atteggiamento in campo e le occasioni da gol avute, ma l'organizzazione tattica della Pianese, che nella ripresa si è accontentata del minimo sindacale, ha creato non pochi ostacoli: «Nel primo tempo c'è stato più equilibrio, ma nel secondo la Pianese ha smesso di giocare - analizza il diesse Umberto Aringhieri - e le opportunità le abbiamo avute solo noi. Specialmente col palo clamoroso di Arrighini, fino alle conclusioni di Magnani e Nolè. Se c'era una squadra che poteva vincere, quella eravamo noi». Invece è arrivato il pari, dopo 4 successi consecutivi, anche se è comprensibile che formazioni meno attrezzate scendano al Mannucci con un atteggiamento più difensivo; ma su questo Aringhieri è d'accordo in parte: «Se giochi contro la prima presti maggiore attenzione, ma credo che sia presto per questi ragionamenti. Siamo sempre nel girone di andata, e le squadre cercano di fare punti contro tutti, senza accorgimenti, ma solo con un po' di prudenza in più». C'è da considerare inoltre il fattore atletico, che comincia a pesare. Da settembre il Pontedera viaggia ad alto ritmo, ed è normale accusare un po' di stanchezza e trovarsi alle prese con qualche acciacco in questa fase: «Calistri non ce l'ha fatta a scendere in campo, mentre Vettori ha stretto i denti - spiega il tecnico Marco Masi - neanche Carfora si è allenato con continuità in settimana, e nel secondo tempo si è riacutizzato un dolore al pube ed è dovuto uscire». Anche l'attacco è parso meno brillante del solito: «Dopo un mese e mezzo di assenza Magnani comincia a risentire dei pochi allenamenti, mentre Arrighini ha tirato la carretta finora e avrebbe bisogno di rifiatare». Parole che lasciano presagire interventi sul reparto offensivo nel mercato di riparazione, per garantire un po' di turnover e ricambi nelle situazioni di emergenza, considerata anche la lunga assenza di Manuel Caponi. Lo sfortunato giocatore, le cui condizioni sono in netto miglioramento, domenica ha ricevuto l'abbraccio dell'intero stadio, e i tifosi gli hanno dedicato striscioni d'incitamento. Il fratello Andrea lo ha omaggiato in maniera particolare, giocando con la maglia numero 10. Quella che indossa sempre Manuel.
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