Il Tirreno

Pontedera

Il progetto granata partito da lontano arriverà tra i prof

Lorenzo Lazzerini

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 PONTEDERA. Programmare e investire. I verbi che venivano scanditi ad alta voce dalla cordata di imprenditori che il 29 giugno dello scorso anno, col sostegno dell'amministrazione comunale, dette vita alla società Us Città di Pontedera, oggi si traducono in un grande risultato sportivo. Il Pontedera naviga a gonfie vele in testa al girone E di serie D e punta dritto alla promozione in Seconda Divisione.  Un obiettivo già dichiarato agli albori della stagione precedente, che i granata hanno chiuso con un ottimo secondo posto, alle spalle del Borgo a Buggiano. Quest'anno il traguardo sembra ancora più alla portata, viste le potenzialità della squadra (ancora imbattuta dopo 12 turni), anche se il cammino è ancora lungo e pieno di ostacoli. Quel che è certo è che da un anno e mezzo il Pontedera vive sulla cresta dell'onda, e dietro la scrivania può sempre contare su una garanzia come Maurizio Casalini, primo presidente del nuovo corso della Pontedera calcistica e ora vicepresidente del sodalizio, dopo l'avvicendamento di Tiziano Orsini.  Un filo che collega il cammino granata della scorsa stagione, quello della promozione prima sfiorata e poi sfumata ai playoff, a quello odierno: «L'anno scorso abbiamo costituito una nuova società ripartendo da zero, e abbiamo avuto la certezza di giocare in serie D solo un mese dopo - afferma Casalini - le difficoltà tecniche iniziali erano inevitabili. Quest'anno invece abbiamo potuto programmare con più tranquillità il nostro percorso». E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche se la programmazione, in realtà, parte da lontano: «Le premesse di questa società dovevano essere quelle di creare una realtà etica, professionale e sportiva, e stiamo proseguendo in questa direzione: investimenti mirati e attenta pianificazione. D'altronde - prosegue il vicepresidente - i risultati sportivi devono tenere conto del bilancio, altrimenti tutto è destinato a finire presto. Io e gli altri membri della società non abbiamo intrapreso questa avventura per business, ma per creare un progetto più ampio, che si estenda nel tempo».  L'impegno per il Pontedera sarà quindi di lungo periodo, e secondo Casalini non riguarderà soltanto la prima squadra: «Anche il settore giovanile è importante, e in questo senso l'accordo stipulato con le altre società calcistiche pontederesi per i baby ci rende orgogliosi. Ma per il futuro abbiamo anche l'intenzione di allestire una struttura ricettiva allo stadio Mannucci, che diventi ritrovo per sostenitori e pontederesi, e che organizzi attività collaterali al mondo del calcio». Un investimento importante, che mira a coinvolgere l'intera città: «Non a caso la società si chiama Città di Pontedera, proprio perché deve essere patrimonio di tutta la cittadinanza. Le idee e l'entusiasmo non mancano, ma è chiaro che in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando è sempre più difficile trovare risorse».  L'ingresso di nuovi imprenditori nel sodalizio potrebbe quindi dare ulteriore slancio: «Ci sono trattative con alcuni soggetti - dichiara Casalini - ma non c'è ancora niente di concreto. Per ora siamo in 12 e mi auguro che altri entrino a darci una mano, così come mi auguro di sentire sempre l'entusiasmo della città. Anche i sostenitori possono aiutare noi e la squadra, venendo allo stadio a vedere la partita».

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