Il dolore
La World Cup è il premio al lavoro
Luciano Gianfranceschi
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Marco Bracci (a destra) recentemente premiato dal Panathlon Valdarno Marco Bracci, vice coach dell'Italvolley rosa, commenta l'alloro Le vittorie fanno venire voglia di emulare le campionesse
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SANTA CROCE. Le vittorie saziano, specialmente quelle che rappresentano il massimo come la recente vittoria nella Coppa del mondo di pallavolo femminile, in Giappone, oppure non bastano mai?. Un attimo di silenziosa perplessità, poi il vice allenatore delle azzurre, Marco Bracci, replica: «Ci mancherebbe altro! I grandi risultati servono a compensare quel che si sta facendo, sia da parte della squadra sia dei tecnici. È un test per valutare il lavoro fatto, che è ad altissimo livello come impegno. E le affermazioni, la vittoria finale, il premio. Perché tra tante valide concorrenti, la vittoria è di una sola nazionale. Ed è stata nostra: 9 vittorie su 10 gare». Quando il Panathlon club Valdarno l'ha premiata, il mese scorso, lei lasciò intuire che aveva fiducia nella squadra azzurra per il campionato del mondo sui parquet mipponici. D'altronde l'Italia era campione in carica, lei faceva già parte dello staff tecnico 4 anni fa. «Ma venivamo da un europeo, nel quale pensavamo di ottenere più del 3º posto, e invece fu podio ma al gradino più basso. Dunque occorreva nuovo slancio, ho visto crescere con convinzione la squadra al mondiale, così ben presto mi sono convinto che il massimo traguardo era possibile». E Carolina Costagrande ha vinto il premio di migliore schiacciatrice nella Coppa del mondo. Degna di "mano di pietra", soprannome di Marco Bracci. «Sono contento di questo, anche se il volley resta un gioco di squadra, perché ha avuto davvero un ottimo rendimento come punti». Scriverei... un rendimento alla Bracci? «Grazie». Ora, il pensiero va alle olimpiadi di Londra. «Arrivare nelle prime tre posizioni ai mondiali, vale la qualificazione. È molto importante, perché a maggio prossimo ci metteremo a lavorare per le Olimpiadi, senza l'assillo della qualificazione da ottenere. Abbiamo da vedere tante nuove pallavoliste, e questo lo stiamo già facendo, inoltre le convocheremo per valutarle caratterialmente e nel gruppo. Bisogna non fermarsi mai, come abbiamo fatto dal 2006 a questa parte, anno in cui sono entrato nello staff tecnico azzurro come vice di Massimo Barbolini, un grande allenatore». Qui in zona la pallavolo va forte: le ragazze del Biancoforno, i maschi con i Lupi. E le vittorie fanno venire voglia di emulazione. «È uno sport molto seguito, il messaggio con i complimenti inviatoci dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato letto in tutti i palasport prima dell'inizio delle gare - conclude - Bracci. Ero presente, mi sono emozionato».
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