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E prima dell'argentino toccò al gigante buono Dalù
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SANTA CROCE. Detto subito che nel volley l'esonero di un allenatore rappresenta un evento straordinario; detto anche che il fermento sugli spalti del palazzetto non è certo identico a quello sui gradoni degli stadi, cerchiamo di capire cosa sta dietro a questa straordinarietà della bocciatura del tecnico argentino Jorge Cannestracci da parte dell'ambiente biancorosso. Da considerarsi comunque un'eccezione che conferma la regola non scritta che il primo a pagare, in qualsiasi disciplina sportiva, è l'allenatore pur non trovandosi in presenza certo di dirigenti, diciamo così, vulcanici stile Zamparini o Cellino. Va detto pure che a Santa Croce da sempre si respira fino, cioò il volley è qualcosa nelle vene e si pretende sempre il meglio al PalaParenti, vale a dire quel parquet che negli ultimi tempi non era più un fortino inespugnabile. E che per di più era in ebolizione già nel corso della gara di domenica contro il fanalino: troppi dissensi, troppi mugugni. "Logica" la decisione scaturita a metà settimana circa il futuro di Cannestracci. Semmai viene da chiedere se il cammino della Ngm è solo da imputare al tecnico oppure non è da mettere in conto anche errori commessi in fase di impostazione della rosa, per esempio. Il fatto è che l'ultima decisione in tal senso in casa biancorossa risale a 3 stagioni fa e fu davvero inspiegabile: nel bel mezzo dei playoff fu allontanato Giandomenico Dalù, il gigante buono, e il sestetto affidato al diesse Pagliai. Poi l'avvento di Blengini, e col generale c'era poco da scherzare... p.fa.
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