Sicurezza
Sul ring cè equilibrio ma anche nervosismo eccessivo: Ndiaye viene fuori alla distanza
Alì, il titolo dell'Unione Europea è suo
Francesca Lombardi
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Tanta gente al Palazzetto a fare il tifo per entrambi i pugili Di Luisa costretto ad arrendersi per kappaò tecnico alla 12ª ripresa
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PONTEDERA. Si conclude con un abbraccio l'incontro per il titolo vacante dell'Unione Europea. Hanno aspettato tanto, troppo, tempo. Era dal 2004 che Alì Ndiaye, il pugile pontederese arrivato dal Senegal con i guantoni nella valigia, e l'imbattuto boxeur napoletano Andrea Di Luisa aspettavano di rincontrarsi dopo la vittoria di 7 anni fa di Alì, tra i dilettanti. Un tifo da stadio ha fatto da cornice ad una sfida scandita a ritmo di tamburi sugli spalti e fendenti sul ring. Dopo una partenza sprint del pugile napoletano, Alì si rimette in carreggiata e sferza pugni che stordiscono l'avversario. L'incontro è nervoso, l'arbitro richiama i due gladiatori in continuazione: è il quinto round quando Di Luisa cade a terra per la prima volta sommerso dai pugni velenosi del senegalese. I colpi e i gong si succedono, uno dopo l'altro, nessuno dei due nonostante una stanchezza evidente vuole mollare un titolo troppo importante che sa d'Europa. La nona e poi la decima ripresa: qui Di Luisa cade per la seconda volta, mentre il palazzetto s'infiamma. I due resistono anche per l'undicesimo round e, ubriachi dai colpi incassati, si avviano alla resa dei conti nell'ultima frazione. Di Luisa cade di nuovo, si rialza, Alì scaglia una raffica di colpi. Un'emorragia di sangue dal naso, ferma l'incontro: un asciugamano vola sul ring. E' ko tecnico per Di Luisa. Dopo qualche momento di tensione, l'immagine più bella dell'incontro è l'abbraccio tra i due pugili con Andrea Di Luisa che alza il braccio dell'avversario: è il senegalese, addirittura commosso, il vincitore del titolo dell'Unione Europea.
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