Sicurezza
Brachi: «Questo Forcoli mi piace, è molto più equilibrato»
Andreas Quirici
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Il tecnico amaranto Brachi Il tecnico sintetizza il pareggio interno a conclusione di un mese positivo per gli amaranto
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FORCOLI. «Ho visto equilibrio ed è l'aspetto migliore dall'inizio della stagione». Marco Brachi va dritto al sodo dopo lo 0-0 interno del suo Forcoli il Lanciotto, siglando un ottobre molto positivo. «Finora avevamo espresso un buon gioco - sottolinea il tecnico amaranto - senza però stare bene in campo. Eravamo sempre o troppo lunghi o troppo corti, lasciando spesso lati del campo scoperti. Contro il Lanciotto, invece, ho visto una squadra messa bene nella disposizione e in grado di disputare una buona partita». E dire che mancava Arricca, colui che l'equilibrio dovrebbe garantirlo dall'alto della sua esperienza e in una posizione fondamentale come il perno davanti alla difesa. «Arricca è molto importante per il nostro gioco - afferma Brachi - ma Galluzzi nell'ultima occasione è andato molto bene. È riuscito a fornire un'ottima copertura alla nostra difesa che ha bisogno di uno schermo per non andare in difficoltà contro attaccanti veloci». Proprio la corsa e la rapidità sembrano essere i difetti maggiori evidenziati dal Forcoli fino a questo punto del campionato. E Brachi di questo è consapevole: «È una nostra caratteristica e non ci si può fare granché. L'importante, però, è continuare a occupare bene ogni zona del campo e a disporsi adeguatamente nelle varie circostanze che si creano durante una partita. Il resto verrà da sé, anche con più fiducia legata ai risultati che, ultimamente, ci sono stati favorevoli». Quattro risultati utili consecutivi a ottobre. Così si risale la classifica e si fanno passi avanti verso zone più tranquille. «Già - riprende l'allenatore - e se avessimo segnato il gol su rigore, magari ora saremmo in una posizione ancora più serena». Sarebbe stata una metà classifica senza problemi di affrontare i prossimi impegni ancora un po' impantanati tra pericolanti. «Anche se il livellamento del torneo non autorizza a rilassarsi», conclude Marco Brachi.
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