Finanza
C'è da raddrizzare la barca
Andreas Quirici
Forcoli convinto di far bene a Castelfranco Emilia
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FORCOLI. «Vado controcorrente, ma secondo me abbiamo tutte le carte in regola per risalire la china». Giorgio Corradetti, direttore generale del Forcoli appare deciso e ottimista alla vigilia della trasferta della sua squadra in Emilia sul terreno della Virtus Castelfranco (inizio alle 15). Un atteggiamento che si scontra con gli zero punti in quattro partite che obbligano gli amaranto all'ultimo posto in classifica e che oggi dovranno fare a meno dei due centrali difensivi, Bonsignori e Taccola, squalificati per una giornata dopo le espulsioni rimediate mercoledì contro il Forlì nel turno infrasettimanale giocato al Brunner. «Lo so che sarà dura - prosegue il dirigente - ma il Forcoli che ho visto nel turno infrasettimanale ha giocato bene per un'ora, nonostante l'inferiorità numerica. Ha cercato di rimediare allo svantaggio iniziale riuscendoci con le proprie forze. Poi siamo calati, ma credo che la voglia di riemergere del gruppo si sia vista chiaramente, malgrado le difficoltà che stiamo incontrando fino a questo punto». Il Forcoli dovrà fare a meno di due elementi importanti per la squadra e arretrare il perno attorno al quale sta ruotando la formazione allenata da Marco Brachi. Senza Bonsignori e Taccola e con Arricca in difesa, sarà un Forcoli più povero, ma per niente intenzionato a rimanere nel limbo di un girone che sta già mostrando un livello tecnico e agonistico importante. «Saranno assenze di rilievo - sottolinea Corradetti - ma riusciremo comunque a mettere in campo una formazione competitiva. Siamo consapevoli delle difficoltà del momento, ma anche del raggruppamento in cui siamo stati inseriti. Siamo preoccupati per la classifica, ma non più di tanto, perché abbiamo le credenziali per tirarci fuori da questa situazione con le nostre gambe». La sensazione, anche dopo aver visto i volti dei giocatori al termine della sconfitta subita contro il Forlì, è di una squadra arrabbiata e consapevole del momento difficile da affrontare. «Negli spogliatoi - racconta il direttore generale - i ragazzi erano dispiaciuti, ma anche molto arrabbiati per com'erano andate le cose in campo. Un buon segno, questo. Significa che hanno la voglia giusta per raddrizzare la baracca. Andremo a far visita a un Castelfranco convinti di poter combinare qualcosa di buono».
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