Attenzione
Arsede, uomo di sport
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Arsede Spinosi (a sin.) con lex ct Lippi Oggi 5º anniversario della morte di Spinosi ricordato con una messa al santuario di Cigoli
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PONTE A EGOLA. Nel 5º anniversario della morte, Arsede Spinosi - imprenditore e appassionato di ciclismo - verrà ricordato stasera con una messa alle 21.15 nel santuario della Madonna dei bimbi, a Cigoli. A rammentarne la figura sarà don Giampiero Taddei, assistente spirituale nella squadra Juniores Ader's dal 1972 al 1986. Per Arsede, socio del Panathlon, il grande amore - superato solo da quello per la moglie Anna e il figlio Alvaro - fu il ciclismo. «Ricordo Paolo Bettini - raccontò nell'ultima intervista - per 3 anni con me, Under 23. Scattava sempre, non stava mai in gruppo. Il soprannome di "Grillo" gli fu dato così. Lui faceva divertire perché andava sempre all'attacco. Con noi vinse una decina di volte». Ma per Arsede ci furono anche altri risultati: «Ho vinto - raccontava - il mondiale a squadre con Luca Daddi. E il tricolore Juniores su strada con Simone Biasci». Per lui il ciclismo era qualcosa di famiglia: «Era un appassionato di bici anche mio padre. A 16 anni, in collegio a Empoli, avevo già quella da corsa. E fino ad alcuni anni fa andavo in bici fino in Versilia. Avevo acquistato la biciclettina a mio figlio, Alvaro, ma lui non ha mai gareggiato a livello agonistico». Tanti i ricordi di Arsede, sempre legati al mondo dello sport. Con un occhio di riguardo al ciclismo: «Primo Mori l'ho portato io a fare la prima gara. E poi l'ho avuto direttore sportivo. Invece, negli anni Ottanta, sull'ammiraglia c'era Carlo Bagnoli. La corsa che organizzavo il 1º Maggio a Palaia era una festa, una tavolata di amici. Nel ciclismo ho investito più che in altri sport, ma mi ha ripagato». l.g.
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