Il Tirreno

Pontedera

Pronto per la corona europea

Alì Ndyaie sul ring dà sempre del filo da torcere agli avversari
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Alì Ndyaie sul ring dà sempre del filo da torcere agli avversari

Alì ha battuto il lettone Pavels che mai aveva perso per ko

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 PONTEDERA. Alì che vince per ko (contro un lèttone che mai aveva subìto una sconfitta di questo genere) e spera di potersi giocare la chance europea dei supermedi davanti al suo pubblico. È grande la voglia di fare grandi cose da parte del pugile senegalese, naturalizzato italiano che ha fatto della Sardegna il suo campo base, ma che spesso passeggia per Pontedera con la moglie e la prole.  Lothar Pavels, il suo avversario di sabato sera al Palacavallo all'interno dell'Horse Country Resort di Arborea, vicino a Oristano, è andato ko appena alla seconda ripresa, a dimostrazione della gran forma del pugile di colore adottato da Pontedera. Quello sull'isola era un match di avvicinamento a quello che sarà l'incontro della vita di Mohamed Alì Ndyaie, sotto l'aspetto sportivo, ma anche economico. «E se riuscissi a combattere a Pontedera per me sarebbe un sogno», afferma al telefono a poche ore dal match sul ring sardo.  Di tempo ce n'è per trovare le condizioni per realizzare il desiderio di Alì. A settembre, massimo ottobre combatterà contro Andrea Di Luisa, casertano, già battuto nel 2004 da dilettante, per un titolo vacante che aspetta solamente di essere conquistato da uno dei due in ballo. «Mi sto allenando benissimo - afferma il pugile pontederese - perché ho trovato le giuste motivazioni e condizioni per migliorare i miei difetti e per aumentare i miei aspetti positivi».  Pontedera lo aspetta a braccia aperte. Sarebbe un ritorno per la boxe cittadina, dopo i fasti di Sandro Mazzinghi e di quel periodo in cui la Città della Vespa era davvero sul tetto del mondo del pugilato. In questo caso si tratterebbe di tetto di Europa. Ma poco importa. Un evento di queste dimensioni varrebbe la pena di essere visto e vissuto da vicino. Magari spiato e goduto dal primo all'ultimo round, preparazione ed eventuali festeggiamenti compresi. «Pavels finora non aveva mai perso per ko - riprende Alì - e sono molto contento che sia andata in questa maniera, perché è sicuramente una dimostrazione in più che la strada che ho intrapreso qualche anno fa è quella giusta per ottenere quel che voglio da questo sport. Un titolo importante e una "borsa" che permetta alla mia famiglia di vivere bene».  Per far questo il pugile dovrà lavorare ancora un mese abbondante e, nel frattempo, cercare di riuscire a trovare un'altra strada: quella di combattere per il titolo della vita davanti alla sua Pontedera. A.Q.

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