Il Tirreno

Pontedera

Cento anni di pedalate nella storia

Guido Bini
Foto di gruppo davanti al municipio di Cascina per i ciclisti dell’Ac Marcianese
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Foto di gruppo davanti al municipio di Cascina per i ciclisti dell’Ac Marcianese

Grande festa per l'Ac Marcianese. Al Chiesino previste più di 200 persone

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 CASCINA. Per la festa di gala dei cento anni dell'Associazione ciclistica Marcianese, questa sera al Chiesino, sono previste più di 200 persone. Tra paesani e vecchi presidenti, non mancheranno i ciclisti di ieri e di oggi. Attesissimi sono Alfredo Martini e Mario Cipollini, perché quando l'Ac Marcianese chiama, tutto il mondo del ciclismo risponde. E fra ricordi e aneddoti, questa sera, sarà come affrontare una pedalata lunga un secolo.  Tutto ebbe inizio nel 1911. Il primo aviatore toscano, il giovane Giuseppe Cei di Cascina, dopo aver strabiliato i parigini con le sue evoluzioni aeree, trovò la morte schiantandosi al suolo su un'isoletta della Senna. L'ammirazione che i francesi avevano per Cei era tale che subito a Parigi venne proclamato il lutto cittadino. Addirittura, si racconta che il presidente francese Armand Fallières, dopo aver visto volare Cei sotto i ponti della Senna, l'avesse battezzato "Le roi de l'air", il re dell'aria. Così il suo feretro sfilò con un lungo corteo per le strade della capitale transalpina, ricevendo onori militari degni di un capo di stato.  L'eco di questo tragico evento arrivò presto anche a Marciana, e all'istante prese vita la Marcianese "Giuseppe Cei", poi divenuta Ac Marcianese. A metterla insieme un gruppo di ragazzi che già si cimentavano in corse di bicicletta, fra strade sterrate e salite polverose, che mai e poi mai avrebbero immaginato un futuro così longevo e importante.  Sempre nel 1911 fu organizzata una corsa, cui venne dato il nome di "Giro delle due Province", perché i corridori dovevano percorrere anche tratti polverosi della campagna livornese. Vinse Antonio Buelli di Cogoleto, e negli anni a seguire tanti campioni fino a giorni d'oggi. Soltanto le due guerre mondiali riuscirono a fermare la corsa, che si disputa ancora oggi - è in programma sabato prossimo, 2 luglio - per le categorie dilettantistiche Elite e Under 23.  Fu soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, grazie alla capacità di due presidenti quali Flaminio Biasci e Lido Picchi, che l'Ac Marcianese e il "Giro delle due Province" conobbero i fasti maggiori, alla ribalta del ciclismo nazionale e internazionale. Per molti anni, si racconta, tutto il paese di Marciana collaborava alla riuscita della corsa, e il giorno del Giro si invitavano i parenti lontani, come fosse la festa patronale.  Tanto per citare un aneddoto, pare che nel 1978, per avere Gianni Giacomini allora campione del mondo in carica, fu fatta una colletta in paese per pagargli l'ingaggio. «Il buon Giacomini - prosegue il racconto Ferdinando Ciampi, presidente del comitato organizzatore del centenario - dopo aver riscosso l'ingaggio, pensò bene di fermarsi dopo 60 chilometri. Inutile dire che non ci lasciò un buon ricordo, a differenza di ben altri campioni passati da Marciana dopo di lui». Fra questi, si ricordano il campione olimpico Giovanni Lombardi, e grandi nomi del ciclismo mondiale quali Baronchelli, Parsani, Bartoli, Cipollini, Ballerini e Giovanni Visconti, vincitore del Giro con indosso la maglia di campione europeo.  Oggi l'Ac Marcianese, che ha in Sergio Casarosa il suo presidente, oltre ad organizzare il Giro è anche una squadra di amatori di tutto rispetto. Amatori che con Sergio Cambioni e Roberto Tributi hanno recentemente portato a Marciana due titoli regionali, e che poi con una carovana degna di un Giro d'Italia hanno raggiunto Roma, per essere ricevuti in San Pietro da papa Benedetto XVI. Per l'organizzazione del centenario, oltre all'impegno dei due presidenti Casarosa e Ciampi, fondamentale è stato il contributo offerto dai vice Giuliano Cei e Massimiliano Anichini, supportati da Antonio e Giovanni Morganti, Renzo Granchi, Arturo Tammaro, Antonello Rafaniello e Enrico Pulidori.  Pedalata dopo pedalata, l'Ac Marcianese e il suo Giro hanno così costruito un secolo di storia, scrivendo allo stesso tempo una delle più belle pagine del ciclismo italiano. Indistintamente, vi hanno contribuito dirigenti, tecnici e atleti, che con impegno e serietà hanno dato lustro a Marciana e ad una disciplina sportiva che è fra le più belle e affascinanti, con l'augurio che l'Ac Marcianese possa continuare a pedalare nella storia per altri cent'anni a venire.

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