Gioco
Affollata assemblea tra dirigenti, tifosi e amministrazione comunale, laltra sera alla sala Valli
L'addio alla serie D è quasi certo Ponsacco, scatta l'azionariato popolare
Lorenzo Lazzerini
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PONSACCO. Sostegno alla società e partecipazione diretta. Su queste basi gli sportivi ponsacchini hanno trovato un punto da cui ripartire. L'assemblea pubblica tenutasi nella saletta Valli ha registrato la presenza di numerosi interessati (circa 200), tanto che, a pochi minuti dall'inizio del confronto, i posti a sedere erano già esauriti. Ponsacco ha manifestato la propria disponibilità a partecipare attivamente a un eventuale progetto che abbia, innanzitutto, lo scopo di non far scomparire il calcio dalla città. Il sindaco Alessandro Cicarelli, Alessandro Simonelli ed Elena Cavallini, rappresentanti dell'organizzazione commercianti di Ponsacco, si sono fatti promotori dell'iniziativa. Il dibattito. Era presente anche il presidente Antonio Passerai, che ha spiegato le motivazioni per cui ha abbandonato la poltrona rossoblù: «Mi viene contestato il fatto di aver avviato una trattativa con il progetto di Santa Croce - afferma - ma il problema non è questo. Il problema è Ponsacco. In 4 anni ho tirato avanti la società praticamente da solo, senza ricevere contributi da nessuno, né dalle aziende, né dall'amministrazione comunale, né dai tifosi, visto che la disaffezione nei confronti della squadra è stata crescente. In queste condizioni non è possibile fare calcio. L'unica possibilità di sviluppo era quella di costruire la Cittadella dello Sport, ma il progetto è stato bocciato più volte dall'amministrazione». Su questo punto il sindaco Cicarelli precisa: «Il progetto presentato da Passerai, che insisteva sul territorio di Camugliano, non era sostenibile, mentre quello riguardante l'area dei Poggini ha un iter ben avviato, ma quando si agisce su terreni di proprietà pubblica bisogna prima pubblicare un bando di partecipazione, poi verificare la sostenibilità economica. Devo governare nell'interesse della città e non di una singola associazione». La schiarita e l'ipotesi. Passerai non chiude la porta ai Mobilieri: «Anche se andasse in porto la trattativa con Santa Croce sono disposto a dare il mio contributo per il futuro del Ponsacco. Il mio problema non è affettivo, ma semplicemente economico. Da solo non ce la posso fare a mantenere la società in Serie D». Ma come fare a tenere in vita il calcio con il trasferimento del titolo sportivo? «C'è la possibilità di una fusione di un'altra società calcistica di Ponsacco con una di Prima categoria della zona, anche se stiamo lavorando per cercare la disponibilità di un club di Eccellenza o Promozione». Un'ipotesi suggestiva, che quantomeno scongiurerebbe la caduta dei rossoblù in Terza categoria, e consentirebbe alla squadra di ripartire da un campionato di livello superiore. L'addio alla Serie D pare, in ogni caso, una certezza. Il tentativo. L'imperativo è quello di reperire fondi, e in tal senso si sono mobilitati Alessandro Simonelli ed Elena Cavallini, che stanno effettuando dei sondaggi per verificare la disponibilità di commercianti e aziende cittadine, e che proveranno ad avviare una sottoscrizione popolare, in modo che ciascun ponsacchino possa contribuire personalmente. Nella giornata di oggi si terranno i primi colloqui, ed entro domani sarà verificata l'effettiva disponibilità economica. Da questa dipenderà il futuro dei Mobilieri. I tempi a disposizione sono comunque molto ristretti, visto che il termine federale per effettuare operazioni di trasferimento o fusione di titoli sportivi è fissato per il 5 luglio.
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