Il Tirreno

Pontedera

Forcoli, la via del ridimensionamento

Andreas Quirici

Ritiri ridotti e pranzi in paese: vogliamo stare più vicini ai tifosi

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 FORCOLI. Rassegnati ad aspettare la realizzazione del nuovo Brunner da parte del Consorzio Toscano Cooperative, i dirigenti del Forcoli affrontano la prossima stagione con un ridimensionamento generale, improntato sulla ricerca di un maggior entusiasmo e amalgama fra i giocatori e un ritrovamento di quel legame che tante fortune ha fatto nella storia recente del Forcoli fra la squadra e la tifoseria. Un primo segnale di questo cambiamento saranno i pranzi che la prima squadra allenata da Marco Brachi consumerà in paese nei giorni delle partite o durante i ritiri. «Un modo per riavvicinarsi agli sportivi - ha detto il presidente Walter Tommasi, che sarà sempre più affiancato da Marco Consoloni, durante l'assemblea pubblica dell'altra sera - perché ci siamo resi conto che il contatto fra giocatori e tifosi è stato un po' tralasciato negli ultimi mesi. Così come ultimamente ci è capitato di fare valutazioni errate sui valori dei giocatori acquistati e di quello che poi hanno dato alla squadra. Per gli acquisti che avevamo fatto avremmo potuto ottenere risultati migliori. Ma siccome indietro non si torna, abbiamo deciso di fare un po' di cambiamenti». Quello più generale e complessivo sarà la riduzione del budget da destinare alla costruzione della squadra. «Non possiamo dimenticare - ha detto il direttore sportivo Giorgio Corradetti - che siamo un paese di duemila abitanti che fa la Serie D. Le nostre radici sono queste e non vogliamo snaturarci». Una situazione dovuta anche al fatto che sarà inutile investire in una squadra competitiva se il Forcoli rischia di giocare lontano dal Brunner, quando scadrà la deroga per l'omologazione del campo sportivo. «Le condizioni dello stadio non sono incoraggianti - ha detto ancora Tommasi - e dovremo pensare fin da subito a trovare una soluzione alternativa a Forcoli». Tutto questo offrirà spazio ad alcuni ragazzi del settore giovanile. «È inutile investire nei giovani - ha ripreso Corradetti - e non dare loro spazio in prima squadra. Sarà un input per tutto il movimento». E in quest'ottica dal 20 al 25 giugno ci sarà il Camp estivo 2011 con 54 giovani calciatori nati tra il 1998 e il 2005, seguiti da 14 istruttori.

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