Sicurezza
Mister Brachi, questo il Forcoli che vorrei
Andreas Quirici
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Il nuovo tecnico amaranto Marco Brachi Punta sullo zoccolo duro ma anche sull'innesto dei giovani più promettenti
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FORCOLI. Potrà contare sullo zoccolo duro amaranto. Quello composto dai vari Pardossi, Moriani, Bonsignori, Galluzzi, Bianchini e Balde. Poi spera di tenere Baldini e Saitta, oltre ad acquistare un difensore di livello, un centrocampista davanti alla difesa e un attaccante che si integri bene con il capitano e con quel Fiorentini su cui la società punta molto. Per il resto Marco Brachi, neo allenatore del Forcoli, dovrà fare di necessità virtù, facendo crescere i tre ragazzi del 1993 che saliranno dalla Juniores alla prima squadra e valorizzando eventuali ragazzi che il direttore sportivo Giorgio Corradetti riuscirà a mettergli a disposizione. C'è aria di cambiamento al Brunner, in attesa che l'operazione nuovo stadio prenda definitivamente forma. Presto ci sarà un'assemblea pubblica sull'argomento, mentre l'impresa che si è aggiudicata l'appalto sta procedendo come da convenzione. «Avrei preferito cominciare questa avventura senza il problema dello stadio - racconta l'allenatore - ma questi sono aspetti che non mi competono. A me spetta il compito di dare entusiasmo a un ambiente che, a quanto mi dicono, negli ultimi tempo lo ha un po' perso. Cercheremo di fare bene, ma soprattutto di incarnare lo spirito forcolese che ho imparato a conoscere negli anni da avversario». Brachi conosce abbastanza bene la categoria. Sa cosa serve per fare buoni campionati. Del resto, nelle esperienze di Montevarchi e Città di Castello è (in parte, perché in Umbria è stato esonerato) riuscito nell'intento. «Prediligo una difesa a quattro e un centrocampo a tre - racconta - per il resto non ho preclusioni di un attacco che può avere uno e due trequartisti, due attaccanti centrali o solamente una punta singola. Dipende dalle partite e dagli uomini che avrò a disposizione». Il ruolo di portiere dovrebbe essere ricoperto da Frongillo, già in amaranto nello scorso anno. Mentre dalla Juioniores salirà Meliani, centrocampista longilineo, con un lancio preciso e una presenza nel reparto di buon livello. Anche su lui Brachi conta per rispettare gli input della società amaranto. «Dobbiamo aver coraggio e puntare sui nostri giovani del vivaio, altrimenti è inutile investire tanto sul settore giovanile», ha detto Corradetti più volte negli ultimi tempi, indicando la strada che il Forcoli intende percorrere, almeno nelle prossime due o tre stagioni. Ma molto dipenderà dal mercato di queste settimane. Un giocatore di livello per ogni reparto dovrebbe garantire la qualità e l'esperienza necessarie per fare bene o per lo meno per dare alla squadra l'ossatura indispensabile per stare in questa categoria. Per l'attacco ci sarà presto un confronto tra l'allenatore e Moriani: «Se hai un giocatore come lui in rosa non puoi metterlo al pari degli altri, ma devi porlo nelle condizioni per farlo rendere al massimo. Credo che il suo ideale compagno lo abbia raggiunto al fianco di Menchini. E credo che un giocatore di quelle caratteristiche dovrebbe essere il nostro obiettivo nel reparto avanzato. Un uomo tecnico e di movimento, che prediliga lo scambio stretto e che, ovviamente, sappia anche fare gol». A Corradetti il testimone per allestire un Forcoli all'altezza delle necessità di un campionato difficile, da affrontare con un ritrovato entusiasmo e che tenga conto delle difficoltà logistiche in cui la società dovrà muoversi nei prossimi mesi.
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