Sicurezza
Anche il presidente è rimasto sorpreso della decisione del duo Barachini di lasciare il consiglio del Pontedera
Per Casalini un fulmine a ciel sereno
Francesca Lombardi
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Luciano Barachini col presidente Casalini. In alto al raduno estivo «Non ci sono mai state divergenze, se serve sono pronto a lasciare la carica»
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PONTEDERA. È dispiaciuto il presidente dell'Unione sportiva Città di Pontedera, Maurizio Casalini, il giorno dopo l'annuncio dell'uscita dalla società granata di Luciano e Marco Barachini, i due imprenditori calzaturieri che due giorni fa hanno comunicato la decisione di «fare un passo indietro». Per «lasciare la guida della società a chi ha l'ambizione di gestirla in modo migliore», come hanno affermato in un comunicato. La decisione per il presidente del Pontedera è stata quasi un fulmine a ciel sereno. «Non ce lo aspettavamo - afferma Maurizio Casalini -. Luciano nelle scorse settimane ci aveva detto che non aveva molto tempo da dedicare al Pontedera, mentre Marco, diventato padre da poco, si era già allontanato da un po' di tempo dall'ambiente. Ma sinceramente non pensavo arrivassero a una risoluzione di questo genere». Dunque, le motivazioni della scelta dei due Barachini sarebbero di natura personale. «Sono molto impegnati nel lavoro, è giusto che ognuno faccia le proprie scelte - sottolinea Casalini - ma sia chiaro che non è un problema tra i Barachini e gli altri soci, non ci sono poli opposti e durante questa stagione abbiamo sempre fatto scelte in modo democratico, per alzata di mano: le differenze di vedute sono normali quando si è in un gruppo, ma abbiamo sempre cercato di superarle». Così le voci su posizioni inconciliabili sono smentite dal massimo dirigente granata che considera ancora amici i due imprenditori calzaturieri. «La famiglia Barachini in passato ha dato molto al Pontedera, così come è stata fondamentale per questa stagione - spiega Casalini - non ci sono dissapori tali da rompere l'amicizia che ci lega». La grande popolarità dei Barachini, soprattutto di Luciano, ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi pontederesi. Anche quelli della Vecchia Guardia ringraziono la coppia Barachini per «l'impegno sempre dimostratoc» si augurano che «possano tortnare a dare una mano in qualsiasi forma». «La loro uscita - si sofferma Casalini - è dolorosa, lo capisco, quando in un gruppo un elemento si ritira è sempre una sconfitta. Luciano in particolar modo mi ha aiutato molto in questa nuova avventura di presidente». Ma il Pontedera a ogni modo deve guardare avanti e pensare al prossimo futuro. E se, dopo la sconfitta col San Donà Jesolo, il capitolo playoff è chiuso, rimane ben aperto quello dei ripescaggi. «Stiamo aspettando le richieste della Federazione - precisa il presidente Casalini - se per salire in Seconda Divisione sarà necessaria una cifra alla nostra portata ci iscriveremo, altrimenti faremo un'altra stagione di serie D. Vogliamo proseguire la strada percorsa quest'anno nel quale abbiamo sempre avuto un occhio attento ai bilanci». Pure sul possibile cambio al vertice societario, ogni decisione deve ancora essere presa. «Io ho dato la mia disponibilità a rimanere alla presidenza - conclude Maurizio Casalini - anche se cedo senza rimpianti la carica a un altro socio. Il presidente nel nostro caso non ha un grande valore: siamo tutti... dei presidenti».
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